Le Amministrazioni comunali hanno un ruolo rilevante nel complesso della spesa pubblica nel settore della cultura. Nel bilancio preventivo per il 2022 i Comuni bresciani hanno iscritto spese per la «Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali», la somma di tutte le spese culturali del comune, nell’ordine dei 90 milioni di euro. Risorse investite a tutela del patrimonio culturale nell’anno che precede il 2023, quello di Brescia e Bergamo Capitale italiana della cultura. Nonostante la centralità dello Stato in questo ambito, gli enti territoriali hanno un ruolo nella gestione del patrimonio culturale e questo è individuabile anche nei loro bilanci.
Le amministrazioni locali possono destinare parte delle loro risorse alla sezione di bilancio dedicata alla tutela e alla valorizzazione di beni e attività culturali. Un ambito di spesa che si divide in due voci: la «valorizzazione di beni di interesse storico» e le «attività culturali e interventi diversi nel settore culturale». Nel primo ambito sono comprese le spese per la manutenzione e la ristrutturazione di strutture di interesse storico e artistico. Nella seconda voce di spesa sono inserite tutte le uscite per le attività culturali e il funzionamento di strutture che non sono di interesse storico, ma hanno finalità culturali. Ad esempio, sono incluse in questa voce le attività di sviluppo e coordinamento delle biblioteche comunali e il sostegno a manifestazioni culturali.


