L’interlocuzione più tormentata è stata proprio quella per il «caso Brescia» che, insieme a Sondrio, è l’unico capoluogo di provincia lombardo in attesa. Dopo avere scandagliato tutte le opzioni e i desiderata, il decreto è stato scritto, riscritto, riletto. Ed ora è pronto a superare la prova del Consiglio dei ministri. Oggetto: la data delle prossime elezioni Amministrative di primavera. Epilogo: i bresciani (e non solo) saranno chiamati a rinnovare sindaco, Giunta e Consiglio comunale al primo turno domenica 14 e lunedì 15 maggio.
Guardando alla nostra provincia, oltre al capoluogo, a scegliere sindaco e Consiglio comunale saranno altri 16 territori, dalla pianura alle valli. Si tratta di paesi tutti sotto i 15mila abitanti, il che significa che il verdetto delle urne ci sarà subito, al primo turno. Per un solo Comune si tratta di elezioni anticipate: Berzo Demo va infatti al voto dopo le dimissioni del sindaco coinvolto in una vicenda giudiziaria. Le altre Amministrazioni chiamate al rinnovo (oltre a Brescia e a Berzo Demo) sono Agnosine, Barghe, Berzo Inferiore, Borno, Castelcovati, Malonno, Manerbio, Milzano, Offlaga, Ospitaletto, Ponte di Legno, San Zeno Naviglio, Soiano del Lago, Toscolano Maderno e Trenzano. Per quanto riguarda invece gli altri capoluoghi di provincia del Paese, spiccano Sondrio, Teramo, Latina, Imperia, Ancona, Brindisi, Massa, Pisa, Siena, Terzi, Treviso e Vicenza.



