Un corridoio ciclabile tra colline, castelli, parchi, chiese e vigneti per unire due siti Unesco, Santa Giulia e le mura venete della città alta. Un itinerario culturale, un percorso trapuntato da opere d’arte e bellezze architettoniche. Il progetto «Brescia e Bergamo Capitali della Cultura» parte dalla ciclovia che unirà le due città. «Una sfida dalla valenza simbolica» spiega il sindaco Emilio Del Bono. «Una delle prime cose concrete che Brescia e Bergamo hanno iniziato a fare insieme in vista del 2023» gli fa eco il primo cittadino del capoluogo orobico Giorgio Gori.
A fine 2020 i due Comuni e le due Province hanno siglato un Protocollo d’intesa per elaborare il progetto. Poi, da circa un mese, il Consorzio Poliedra del Politecnico di Milano si è messo al lavoro per studiare il tracciato e ipotizzare gli interventi necessari a far nascere la ciclovia. Ieri sindaci, assessori e tecnici hanno presentato lo studio di fattibilità. Non ancora un progetto vero e proprio, ma la base di partenza per il confronto con Comuni, Comunità montane, distretti turistici, consorzi di tutela, associazioni culturali, sovrintendenze. In una parola: con il territorio.
Di certo, spiegano Cristian Novak e Mariasilvia Agresta, del Politecnico, sarà un «progetto per tutti»: un percorso sicuro, protetto, adatto alle famiglie e ai bambini, ma anche ai cicloturisti. Attraverserà 27 Comuni, capoluoghi compresi, 34 borghi. Lungo il tracciato si incroceranno parchi regionali, riserve naturali e ben 800 beni d’interesse storico-culturale.

Il tracciato parte dalla città, simbolicamente dal sito Unesco, Santa Giulia e Capitolium, sfrutta il nuovo tracciato est-ovest in corso di realizzazione, poi su verso la Franciacorta, passando per Cellatica e Gussago, la Santissa, l’abazia di Rodengo, i castelli di Passirano e Bornato, le Torbiere. In pratica il tracciato della Brescia-Paratico.
Poi dal Sebino si virerà verso ovest, attraversando il parco del’Oglio nord, i castelli della Val Calepio, Chiuduno, Gorlago, Brusaporto, l’aeroporto di Orio e infine Bergamo. Il percorso toccherà in più punti le stazioni della ferrovia Brescia-Bergamo, si allargherà a itinerari locali, intercetterà altre grandi ciclovie, come quella dell’Oglio o della Val Seriana.
La prima fase, quella che dovrà essere pronta per il 2023, punterà più che altro sulla riqualificazione dell’esistente: ciclabili, strade campestri, segnaletica ad hoc, strumenti di promozione e comunicazione, oltre alla messa in sicurezza delle intersezioni. Molto dipenderà dalle risorse a disposizione. Per la versione minimal potrebbe bastare un milione di euro. Per la vera e propria ciclovia cultura serviranno più tempo e più risorse: infrastrutture, ponti, riqualificazione del fondo stradale, servizi, opere d’arte, installazioni. Qui le cifre, ha spiegato Novak, possono arrivare anche a 20-25 milioni. Si vedrà. Ma intanto il 2023 si avvicina. E bisogna pedalare...


