La sua predicazione sulla «pandemenza», almeno per ora, finisce qua. È scattata l’altro ieri, lunedì, la sospensione per il professore no-vax, insegnante di matematica e scienze alla secondaria di primo grado «Leonardo da Vinci» di Castenedolo, che in classe negava l’esistenza del Covid e sconsigliava ai ragazzi l’uso della mascherina, dannosa, a suo dire, perché causa un accumulo di anidride carbonica nel sangue. Non solo: li ha invitati a non farsi inoculare gli «intrugli vaccinali».
Lunedì, però, dopo le reiterate rimostranze dei genitori, le proteste dei colleghi e degli stessi ragazzi, che arrivavano a casa dopo le lezioni «sconvolti e disorientati», è arrivato il provvedimento disciplinare cautelare «per motivi di urgenza» che, di fatto, solleva il prof. dall’incarico, da questo come in qualsiasi altra scuola. Fino a che non saranno accertate le sue responsabilità, cosa che dovrà avvenire – spiega il dirigente dell’Ust, Giuseppe Bonelli – nell’ambito dell’Ufficio provvedimenti disciplinari. «Il docente verrà prossimamente convocato e, in quella sede, sarà ascoltato e verificheremo la fondatezza delle segnalazioni ricevute dalla dirigenza della scuola, dagli insegnanti e dalle famiglie» spiegano da via Sant’Antonio. Se, appunto, tali relazioni risulteranno circostanziate, la sospensione del docente sarà confermata. Per quanto tempo? «Decideremo quando avremo modo di sentirlo ed ascoltare anche le sue ragioni», risponde Bonelli.
Né la dirigenza, né le famiglie hanno mai contestato al docente il diritto di professare le proprie opinioni, quanto piuttosto avevano chiesto che non lo facesse in orario di lezione, evitando un tipo di comunicazione che, su ragazzini di 12-13 anni, privi degli adeguati strumenti di analisi e critica, poteva avere effetti molto negativi. Ma non si è fermato. E la sanzione è arrivata.



