Reggono le accuse di tre procure diverse. «Emerge un grave quadro accusatorio» scrive il gip del tribunale di Brescia Andrea Gaboardi nelle 57 pagine di ordinanza con la quale ha convalidato il fermo di Francesco Candiloro, co-proprietario di un laboratorio di pasticceria in città, Giuseppe Zappia residente a Nuvolera e Gianenrico Formosa che abita a Flero.
In contemporanea in Calabria sono stati convalidati i fermi di Vincenzo Larosa e Michelangelo Tripodi. Sono i cinque in carcere da lunedì mattina con l’accusa - mossa dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia - di detenzione di armi da guerra e ricettazione, con l’aggravante di aver agito per conto della ’Ndrangheta.




