Brescia e Hinterland

Casa occupata, la coppia di proprietari: «Arrestate l’inquilino»

Convocati in Procura, i coniugi hanno formalizzato la richiesta. I pm li hanno sentiti per ore
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Tra paura, rabbia e sconforto: la coppia in tv a Messi a fuoco - © www.giornaledibrescia.it
Tra paura, rabbia e sconforto: la coppia in tv a Messi a fuoco - © www.giornaledibrescia.it

Dalle 17 a poco prima delle 20. Tanto Paolo e Silvia sono rimasti ieri negli uffici della Procura per raccontare per l’ennesima volta il loro incubo. Aspettando una risposta da parte della giustizia che attendono da tempo. Sono i proprietari della bifamiliare di Mompiano, a due passi dalo stadio Rigamonti, che da due anni stanno lottando per poter entrare in casa loro, occupata da un inquilino - 41enne italiano originario di Cremona e che percepisce il Reddito di cittadinanza - che dopo aver smesso di pagare l’affitto già due mesi dopo aver siglato l’accordo, è rimasto senza titolo nella villetta che avrebbe dovuto lasciare alla scadenza del contratto a settembre 2019.

Ai sostituti procuratori Donato Greco e Gianluca Grippo la giovane coppia, che ha sporto 12 denunce nel tempo, ha chiesto, come già fatto una settimana fa ai carabinieri, di arrestare l’inquilino abusivo. «Una misura cautelare o un provvedimento di divieto di avvicinamento alla casa che ci permetterebbe finalmente di riappropriarci della nostra abitazione che potremmo iniziare a ristrutturare per poi andare a vivere insieme come era nei nsotri progetti fin da subito» raccontano i due giovani che venerdì sera erano intervenuti in diretta alla trasmissione di Teletutto Messi a fuoco.

«Abbiamo paura, questa vicenda ci ha rovinato la vita» hanno fatto mettere a verbale Paolo e Silvia ai magistrati che indagano sulla loro vicenda. La ragazza ha spiegato di essere stata costretta a cambiare le proprie abitudini quotidiane per paura di incontrare «l’inquilino abusivo che - spiegano - ci ha pure minacciato di morte, ha distrutto a martellate la porta di casa dopo aver saputo di un’udienza davanti al tribunale civile e che ci ha pure aspettato una volta con un’ascia in mano oltre al fatto che è arrivato a chiederci 30mila euro per restituirci casa». Il caso è sul tavolo della Procura, della Prefettura e dei servizi sociali del Comune di Brescia che il 28 ottobre scorso avevano proposto al 41enne «un’accoglienza temporanea per un totale di spesa privata da parte sua - si legge - di 170 euro per la prima settimana e 150 euro dalla seconda». Proposta rifiutata «perchè troppo cara». E la casa di Paolo e Silvia resta occupata. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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