Camerieri e cuochi introvabili: l'Sos di ristoranti e alberghi

Confesercenti: «Negli hotel seimila posizioni aperte». Dagli agriturismi l’idea di un comitato con i giovani
Cuochi e camerieri sono figure di questi tempi richiestissime - © www.giornaledibrescia.it
Cuochi e camerieri sono figure di questi tempi richiestissime - © www.giornaledibrescia.it
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La pasticceria Roberto di Erbusco cerca banconista/cameriere full time disponibile a lavorare anche nel week end e nelle festività, il Castello Malvezzi di Brescia è a caccia di un cuoco, l’Antica Trattoria Miravalle di Polpenazze cerca personale di sala. E i titolari confessano: «Stiamo facendo moltissima fatica. Gli altri anni i curriculum almeno arrivavano, quest’anno invece nulla. Avere lavoro e non disporre di personale è la cosa mentalmente più stressante». Basta dare un’occhiata alle vetrine reali e virtuali di ristoranti, bar, alberghi, rifugi e agriturismi per rendersi conto che uno dei problemi del momento è la difficoltà a trovare personale.

«Seimila posizioni aperte nelle strutture ricettive»

Confesercenti Brescia stima che ci siano «seimila posizioni aperte solo nelle strutture ricettive - riferiscono Barbara Quaresmini e Stefano Boni, rispettivamente presidente e direttore -, se poi si considerano anche bar e ristoranti il dato esplode. Le figure più ricercate sono i camerieri di sala, seguiti dai cuochi e dal personale alla reception». Dove sono finiti? Perché non si trovano?

Perché non si trovano camerieri

Per Emanuela Rovelli, presidente dell’Arthob, «le chiusure in tempo di lockdown hanno portato molte persone a lavorare in altri settori». «Alcuni, invece - aggiunge Alessandro Fantini, vicepresidente di Federalberghi Brescia - hanno iniziato a prendere il reddito di cittadinanza e si sono accontentati». Il problema, ad ogni modo, riguarda «tutta Europa», sottolinea Rovelli. Si è palesato l’anno scorso e si è acuito ora mettendo le attività aperte o prossime all’apertura in difficoltà. Rispetto al 2020 e al 2021, però, «quest’anno - fa notare Fantini - la stagione turistica può iniziare prima, in aprile con la Pasqua, come accadeva in passato, e durare di più: speriamo che questo aspetto, legato alla possibilità di fare contratti più lunghi, possa essere incoraggiante agli occhi degli stagionali».

Con l’intenzione di dare una risposta al problema, Arthob sta facendo da tramite tra gli associati che cercano personale e i pochi aspiranti lavoratori. E l’Ente bresciano bilaterale del turismo, guidato da Fantini, sta lanciando la piattaforma «Lavoro per tutti» su www.ebbt.it per far incontrare domanda e offerta. Secondo Gianluigi Vimercati, referente di Confagricoltura per il settore degli agriturismi, «bisognerebbe creare un comitato permanente aperto a scuole, alberghi, associazioni del settore e istituzioni. Un comitato che sappia coinvolgere e stimolare i giovani. Perché alla base di questo problema c’è una questione culturale: Brescia si sta scoprendo turistica, ma come si può fare turismo se le persone che dovrebbero impegnarsi non ci credono?».

Il rischio chiusura

Chi sarebbe interessato a rimboccarsi le maniche riferisce di paghe basse (anche 6-7 euro l’ora) e giornate (soprattutto festive) infinite. Condizioni che, nel tempo, avrebbero dirottato molti cuochi, cameriere e baristi in altri settori. Quello ai fornelli o al bancone è un lavoro che necessita di passione e sacrificio. Lo sa bene Alessandro Genzano, titolare della Torre e L’Alfiere, in città: «È un lavoro difficilissimo da conciliare con la vita privata - racconta -. Tante volte mi sono detto "mollo tutto", soprattutto in questo periodo, con le bollette salate che mi stanno arrivando e il personale introvabile: in città ci si "ruba" i camerieri. Io sto cercando un responsabile di sala e un aiuto cuoco. Se va avanti così molte attività della media ristorazione chiuderanno: sono tante e in buona parte in difficoltà».

Il polso dalle scuole 

E il mondo della scuola cosa ne pensa? «La richiesta di frequentare il nostro istituto è sempre alta - racconta Giovanni Rosa, preside del Mantegna -. Non tutti, però, poi proseguono nel settore: gli stipendi base sono bassi ed è richiesto sacrificio. Negli ultimi due anni molti camerieri sono rimasti senza impiego, hanno iniziato a percepire il reddito di cittadinanza e a fare qualche lavoretto irregolare. Tanti, invece, hanno cambiato settore: preferiscono fare gli operai e avere tempo libero».TurismoPreoccupazioni in vista di Pasqua e dell’estate

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