Calcio e fatture per 600mila euro, tutti assolti

Per il giudice tutte regolari le sponsorizzazioni alla Invictus 1991 di Ponte San Marco
Calcio, sponsor e fatture - © conisocial.it
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Invincibili di nome e di fatto, ma più che sul campo da calcio, sul calpestatissimo terreno della falsa fatturazione. Che il presidente della Invictus 1991 di Ponte San Marco ed una manciata dei suoi sponsor fossero più bravi a far girare fatture per operazioni inesistenti che la palla era convinzione della procura che, però, nei giorni scorsi si è dovuta ricredere e - dopo due anni di dibattimento, ma anche un processo abbreviato - ha dovuto chiedere l’assoluzione per tutti gli imputati.

Il giudice Mauro Liberti l’ha accontentata e per Fabio Tonolini, presidente della società di calcio di Ponte San Marco affiliata al Csi e per i suoi cinque coimputati il suo triplice fischio è stata una vera e proprio liberazione. Il fatto - come evidenziato dallo stesso pm Antonio Bassolino - non sussiste.

Tonolini era accusato di giocare su entrambi i lati del campo la stessa partita illecita. Da un lato per gli inquirenti, in qualità di presidente della Invictus 199,  aveva emesso fatture per operazioni inesistenti (in particolare per sponsorizzazioni sulle divise, cartellonistica, organizzazione di tornei notturni, realizzazione di campi e strutture) per consentire a se stesso in qualità di sponsor, ma anche ai cinque clienti non solo di apporre i loro marchi sulle maglie e sui cartelloni al campo; ma soprattutto di annotare a bilancio costi in grado di abbattere l’imponibile e il conto del fisco.

Ma non solo. Seguendo il modulo classico della falsa fattura «alla bresciana» per la Gdf le somme versate a saldo venivano prelevate e restituite in contanti allo sponsor, che nell’operazione guadagnava un titolo da scontare nella dichiarazione dei redditi, ma si ritrovava anche con un bel po’ di contante in tasca.

Secondo i calcoli fatti dagli uomini della Gdf tra il 2011 e il 2014 la società di Ponte San Marco eveva emesso fatture per operazioni inesistenti per poco più di 631mila euro.

Nei guai, oltre a Tonolini, ci finirono altre dieci persone. All’udienza preliminare 4 di loro, imprenditori che annotarono circa la metà dell’importo per l’accusa illecitamente fatturato, scelsero di essere processati in abbreviato e furono assolti. Gli altri sei, Tonolini compreso, hanno preferito il dibattimento nel corso del quale i legali degli imputati - gli avvocati Luigi Stelio Becheri per Tonolini, Giuseppe Ayroldi, Giuseppe Barbara, Roberto Felappi, Ennio Buffoli e Lorenzo Cinquepalmi - hanno dimostrato la regolarità dei rapporti tra l’Invictus 1991 e i suoi sponsor e, estratti conto alla mano, l’assenza di retrocessioni di denaro.

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