Chi ci abita accanto, ormai si è quasi abituato a vedere quell’area totalmente sgombra, conquistata - mese dopo mese - da un’erba disordinata e selvatica. «È comunque meglio sia della torre sia delle macerie» confessa Alberto, di casa in via Robusti. Lui e la sua famiglia il «progetto Tintoretto» lo hanno seguito in presa diretta, dalla finestra della loro villetta a schiera: «Sembrava sempre che dovesse succedere tutto da un momento all’altro, ma di fatto questo è uno spazio sottosopra dal 2010. Siamo alla fine del 2023 e ancora la storia non è chiaro come vada a finire».
Borgo Tintoretto, un mese e mezzo per salvare il progetto Redo
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BORGO TINTORETTO A RISCHIO
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