Bonus bebè, la replica del sindaco Paroli

«Al di fuori dei servizi essenziali che nella nostra città vengono garantiti a tutti, a fronte di innumerevoli interventi esclusivamente rivolti a cittadini stranieri credevo si potesse realizzarne uno almeno per una volta in favore dei cittadini italiani bresciani, riguardo uno specifico loro problema: il crollo della natalità. A diverso bisogno credo debba corrispondere uno specifico servizio e quindi una diversa risposta».
Così il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, commenta la sentenza del Tribunale del lavoro che ha dichiarato discriminatorio il comportamento del Comune per la delibera del gennaio 2009 con la quale si revocava il bonus bebè sia agli italiani che agli stranieri.
«Integrazione - sostiene il primo cittadino di Brescia - significa anche preoccuparsi delle differenze che ancora permangono tra i tanti stranieri e i bresciani. L’amministrazione si preoccupa di colmare questo gap attraverso diverse iniziative, alcune specificatamente in sostegno dei soggetti più deboli, come spesso risultano essere gli stranieri».
«Oltre all’avversione nei confronti del provvedimento, stupisce anche - continua il sindaco Paroli - il fatto che curiosamente non sia il Tar a occuparsi di un provvedimento della pubblica amministrazione ma il Tribunale del Lavoro».
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