Brescia e Hinterland

Bomba allo scalo merci: ecco come avverrà il disinnesco

Gli artificieri dovranno rimuovere l'apparato d'innesco dell'ordigno. Per farlo agiranno a distanza con una «chiave a razzo»
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

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Come funziona la «chiave a razzo» usata dagli artificieri

L’operazione di disinnesco della bomba d’aereo inglese trovata nello scalo ferroviario di Brescia, prevista questa mattina a partire dalle 9, è la fase preliminare per garantire il trasporto in sicurezza dell’ordigno verso la cava di Ghedi dove nel pomeriggio sarà fatta brillare dagli artificieri.

La bomba è un ordigno d’aereo inglese da 500 libre  (ovvero 226 chilogrammi) che dispone di una carica di 105 chilogrammi di esplosivo «Torpex», la cui carica equivale a 137,6 kg di Tnt. La bomba tecnicamente è una MC MKIV, dove la sigla MC sta per «Medium capacity».

Come funziona l'ordigno

La bomba di solito dispone di due spolette, tuttavia in questo caso il sistema di attivazione anteriore non è presente e al suo posto vi è un tappo. In coda, giusto davanti all’elica di armamento che ruota durante la caduta e disinnesca la sicura, ha una spoletta «Pistol N30» che in sostanza è un sistema di percussione di una carica detonante basato su un percussore azionato da una molla.

L'apparato d'innesco «Pistol N30»
L'apparato d'innesco «Pistol N30»

Gli inglesi svilupparono teorie diverse durante la guerra, costruendo una piccola serie di spolette particolari, i «pistol» appunto, che come caratteristica principale hanno l’assenza di parti esplosive, limitandosi ad essere il semplice congegno meccanico che interveniva mediante percussione su un detonatore posizionato tra il corpo bomba e l’innesco che veniva avvitato. L'innesco percuote la carica all'impatto a terra.

La prima fase, quella preliminare, per togliere pericolosità alla bomba e quindi la possibilità di un suo scoppio è la rimozione di questo «organo sensibile» costruito in ottone tornito. Questo organo è avvitato sul retro della bomba, davanti ai governali (le alette di guida) che ospitano al loro interno un’elica la cui rotazione - per effetto della caduta - provoca lo svitarsi e lo sgancio di un’ancorina che libera il percussore. 

Il X Guastatori di Cremona

Probabilmente questa bomba o è caduta su un terreno soffice (è stata trovata a 4 metri sotto il piano di campagna) oppure il bombardamento è stato eseguito a bassa quota, così da non innescare del tutto il percussore che risulta sempre armato, ma ancora bloccato dall’ancorina di sicurezza.  

Per rimuovere l’apparato di scoppio i tecnici del X Guastatori di Cremona dovranno applicare al metallo che sporge dall’involucro della bomba una «pistola a razzo», ovvero una chiave munita di due ganasce dentate di acciaio che affondano i denti nell’ottone dell’innesco e che viene fatta ruotare a distanza da due cariche di cartucce prive di palla. Ovviamente essendo il Pistol N30 filettato destrorso le due cariche saranno orientate in modo da indurre il suo svitamento dopo aver umettato per giorni di desossidante tipo «Svitol» o «CrC» il corpo filettato dell’innesco. L’operazione ovviamente è molto delicata. 

In assenza di intoppi gli artificieri hanno tre ore di tempo per eseguire l’intervento. Di solito tra montaggio della pistole-razzo e scoppio delle cariche non passano che pochi minuti. Una volta rimossa la componente di innesco la bomba può essere spostata in sicurezza per il suo brillamento a Ghedi, dove una carica di tritolo farà esplodere i 105 chilogrammi di Torpex.

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