Brescia e Hinterland

Baby gang, Brescia studia il fenomeno mentre torna l’ipotesi del Daspo urbano

Il dibattito in Commissione sicurezza. La Polizia locale ha commissionato all’Università uno studio sociologico sui gruppi giovanili
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

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BABY GANG OSSERVATE SPECIALI

«Repressione e partecipazione non sono solo due facce della stessa medaglia, ma anche il metodo a cui ci affidiamo come Polizia locale per dare una risposta adeguata al disagio che si manifesta nei parchi come nelle piazze di Brescia». Così l’assessore alla sicurezza Valter Muchetti ha esordito nel corso della Commissione Sicurezza decentrata. Il riferimento al fenomeno della delinquenza dei giovani e delle baby gang è stato immediato.

Dal dibattito che è seguito è emerso che il comando di Polizia locale abbia affidato da mesi all’Università uno studio sociologico sui gruppi giovanili, intervistando vittime di violenza e appartenenti alle «gang», tra i quali soggetti stranieri di seconda generazione, i «maranza», previo identificazione per «tracciarne l’appartenenza, l’origine, le frequentazioni e i sintomi dei disagi sopportati».

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