Baby gang, Brescia studia il fenomeno mentre torna l’ipotesi del Daspo urbano
«Repressione e partecipazione non sono solo due facce della stessa medaglia, ma anche il metodo a cui ci affidiamo come Polizia locale per dare una risposta adeguata al disagio che si manifesta nei parchi come nelle piazze di Brescia». Così l’assessore alla sicurezza Valter Muchetti ha esordito nel corso della Commissione Sicurezza decentrata. Il riferimento al fenomeno della delinquenza dei giovani e delle baby gang è stato immediato.
Dal dibattito che è seguito è emerso che il comando di Polizia locale abbia affidato da mesi all’Università uno studio sociologico sui gruppi giovanili, intervistando vittime di violenza e appartenenti alle «gang», tra i quali soggetti stranieri di seconda generazione, i «maranza», previo identificazione per «tracciarne l’appartenenza, l’origine, le frequentazioni e i sintomi dei disagi sopportati».
La ricerca
«Ne esce un quadro complesso che permette di dare un riscontro scientifico ad un fenomeno che di fatto è nato dopo i mesi del Covid: in questi mesi abbiamo sentito oltre 280 ragazzi, di cui 229 sono stati identificati. Ben 48 di questi sono stati condotti nei nostri uffici e sono stati oggetto di analisi approfondita per capire ruoli e frequentazioni» ha spiegato il comandante Roberto Novelli. Dallo studio sono emerse già ora valutazioni interessanti, «ancor più considerando che le strutture penali che si occupano di minori non hanno più ricettività e che la risposta non è solo nella repressione e nelle sanzioni», ha detto l’ufficiale.
«Il nostro gruppo di opposizione ha chiesto a questa commissione cosa stia facendo la Polizia locale sul fronte del fenomeno delle risse e del disagio giovanile che sempre più spesso viene denunciato dai cittadini» ha rimarcato il consigliere Carlo Andreoli (FdI), sottolineando come «il fenomeno delle baby gang sia a livello nazionale un’emergenza ma che una risposta adeguata da parte delle Forze di polizia non pare ancora esserci a Brescia».
Le proposte
Sullo stesso tema il consigliere Massimiliano Battagliola (Lega) ha chiesto «di adeguare il Regolamento di Polizia urbana all’applicazione del Daspo: si tratta di una soluzione che per lo spaccio e la delinquenza minorile offre delle soluzioni immediate».
Alla serie articolata di proposte l’assessore ha replicato che «la maggioranza sta attendendo la diffusione del decreto Meloni. Prima vediamo i contenuti e poi adatteremo il Regolamento».
Alle opposizioni la risposta è parsa più politica che tecnica: «In discussione restano evidentemente i rapporti non facilissimi con ambienti estremisti di sinistra della città vicini alla maggioranza che non vogliono essere messi in discussione. Da qui le reazioni stizzite della maggioranza a cui fa comodo dire che l’ordine pubblico e la sicurezza sono in capo al questore e quindi al Governo. Lo dicono come un mantra ma i problemi in città ci sono e restano» ha detto Battagliola.
Mentre il centrodestra ha depositato una serie di proposte, Muchetti ha ribadito che il tema è delicato «e non si risolve con proposte propagandistiche e populistiche. Al tavolo Ordine e sicurezza con le altre Forze di polizia la Polizia locale non c’è. Facciamo molto con i nostri 300 agenti, ma resta indispensabile l’azione di Polizia, Carabinieri e GdF. Sul fronte prevenzione abbiamo posato centinaia di nuove telecamere e altrettante saranno installate. In più abbiamo munito il nostro sistema del programma Ocr sulle targhe che controlla anche revisioni e Rc. Ci siamo affidati ad uno studio secondo il quale la presenza dei varchi e del sistema di lettura delle targhe riduce del 36% i furti. Il segno che siamo sulla buona strada», ha concluso Muchetti.
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