Non passa settimana senza che un adolescente non metta in atto un comportamento autolesionistico. Il dato allarmante è iniziato a crescere già da una decina di anni ma nell’ultimo periodo, segnato dalla pandemia, è aumentato del 27% rispetto al biennio precedente. Con un ulteriore elemento di dolore: i tentativi di suicidio riguardano anche undicenni e dodicenni.
L’opportunità di analizzare un fenomeno molto diffuso e che non si limita alla provincia di Brescia viene fornita dalle celebrazioni per i cinquant'anni di vita della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, realtà dell’Ospedale Civile che ha mosso i primi passi esattamente mezzo secolo fa al Ronchettino insieme al professor Eugenio Menegati e che ora prosegue anche in convenzione con l’Università degli Studi di Brescia. Una realtà che si declina anche a livello territoriale e che, con i suoi undicimila pazienti seguiti ogni anno e le sue 85mila prestazioni, si colloca tra le più importanti a livello nazionale.



