Aria inquinata, l'allarme dei pediatri: «La salute dei bambini è a rischio»

In una lettera indirizzata ai sindaci, 14mila medici indicano interventi efficaci per migliorare la qualità dell’ambiente
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ARIA INQUINATA, BIMBI A RISCHIO
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Un intervento mirato, forte e coraggioso. È quello che chiedono ai sindaci e alla rete dell’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, quattordicimila pediatri e neonatologi che, in una lettera, elencano i «danni gravissimi dell’inquinamento sui bambini».

Cosa fare

E lo fanno suggerendo alcuni interventi individuali sostenibili da parte della popolazione che hanno prodotto i risultati più efficaci in altre città europee. Ovvero, rendere scomodo l’uso dell’automobile e più comodo quello di biciclette e mezzi pubblici. Ma, anche, mettere in atto azioni che possano ridurre o rimuovere il danno dell’inquinamento atmosferico. Nel documento i medici che seguono i bambini nei loro primi anni di vita e, anche, nel periodo prenatale, chiedono «l’adozione di limiti alla circolazione dei veicoli inquinanti nelle città aumentando le zone a traffico limitato, la pedonalizzazione o la creazione di zone a bassa velocità, ovvero 20 chilometri orari in prossimità degli edifici scolastici, 30 chilometri orari in tutta l’area urbana e, soprattutto, l’aumento di percorsi ciclabili logici che deve avvenire di pari passo con lo sviluppo di spazi verdi nelle aree urbane.

Bimbi più vulnerabili

«È indiscutibile che l’inquinamento sia nocivo per la salute di tutti, ma i bambini sono particolarmente vulnerabili sia durante lo sviluppo fetale sia nei primi anni di vita» spiega Vincenza Briscioli, membro dei «Pediatri per un mondo possibile», sottogruppo dell’Associazione culturale pediatri, una delle sigle che ha sottoscritto il documento inviato ai primi cittadini.

I danni alla salute

I pediatri ogni giorno, nei loro ambulatori, osservano i danni che l’inquinamento causa sulla salute dei bambini. «La popolazione in età pediatrica risulta essere maggiormente suscettibile agli effetti legati all’esposizione a inquinanti atmosferici a causa di una combinazione di fattori biologici, comportamentali e ambientali - scrivono le associazioni di pediatri e neonatologi -. I bambini sono particolarmente vulnerabili durante lo sviluppo fetale e nei loro primi anni quando i loro organi, i polmoni e il sistema nervoso centrale sono ancora in fase di maturazione. Inoltre, possono trascorrere molto tempo all’aperto, con lunghi periodi di esposizione agli inquinanti. L’evidenza scientifica degli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini è chiara e convincente e rileva un possibile impatto sulla salute anche in età adulta e, addirittura, transgenerazionale».

I primi mille giorni di vita

Anche la mancanza di pioggia peggiora la qualità dell’aria
Anche la mancanza di pioggia peggiora la qualità dell’aria
Ancora: «I risultati delle revisioni di studi scientifici confermano che il feto e il bambino in via di sviluppo sono particolarmente vulnerabili. L’esposizione precoce all’inquinamento atmosferico è collegata a esiti negativi durante la vita fetale e alla nascita, all’aumento della mortalità infantile, a disturbi dello sviluppo neurologico, all’obesità infantile, alla compromissione della funzione polmonare, all’asma e all’otite media. Le prove scientifiche sono già sufficienti per adottare da subito misure chiare e concrete per ridurre l’esposizione all’inquinamento atmosferico della popolazione che rappresenta la più importante minaccia ambientale per la salute pubblica. Non solo. Molti dei componenti in gioco sono responsabili anche del cambiamento climatico».

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