Oltre quarantamila. Pari al 15% delle persone con più si sessantacinque anni residenti nel Bresciano. Quarantamila occupati nel volontariato, in un impegno gratuito per gli altri spesso iniziato già prima della pensione e intensificato immediatamente dopo. Numeri che non si possono ignorare quando si fa riferimento all’«indice di dipendenza strutturale», ovvero «il carico sociale ed economico della popolazione non attiva su quella attiva aumentato».
Stato sociale parallelo
Non solo. Un anziano su tre si prende cura dei nipoti almeno fino all’adolescenza e un numero crescente di genitori-nonni contribuisce con la propria pensione e con i risparmi di una vita all’economia delle famiglie dei figli, diventando un vero e proprio perno dello stato sociale parallelo. Serve, dunque, ampliare lo sguardo, quando si parla di anziani. Uscire da comodi stereotipi. Certo, con il progressivo invecchiamento, sono sempre di più coloro che hanno bisogno di assistenza. Ma è un processo attraversato da un impegno per gli altri, dentro e fuori la famiglia. E sono soprattutto le donne le protagoniste. Dentro casa ad assistere gli anziani genitori e fuori, attive nel variegato mondo del volontariato.



