Brescia e Hinterland

Anziana muore intossicata dal monossido di carbonio: caldaista indagato

Ida Mondinelli, 97 anni, viveva a Mazzano con la badante. La figlia l’ha trovata senza vita
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

La villetta di Mazzano in cui viveva l’anziana - Foto © www.giornaledibrescia.it
La villetta di Mazzano in cui viveva l’anziana - Foto © www.giornaledibrescia.it

Saranno gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura della Repubblica a stabilire se si sia trattato di una tragica fatalità oppure se il decesso dell’anziana e il ricovero della badante che la assisteva per una probabile intossicazione da monossido di carbonio potevano essere evitati.

Per ora è stata chiesta l’autopsia sulla salma della donna e posto sotto sequestro l’impianto di riscaldamento mentre il magistrato di turno ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Per il momento risulta indagato il caldaista che per ultimo ha certificato l’impianto.

La scoperta è avvenuta venerdì mattina in via Venturoli a Mazzano. Al mattino una donna di 72 anni che abita nella stessa zona è andata a trovare l’anziana madre che vive con la badante nella villetta al civico 24 e non avendo ricevuto risposta dal campanello è entrata. Una volta all’interno ha trovato la madre, Ida Mondinelli, nata a Ghedi nel 1926, stesa a letto ormai senza vita. Immediatamente è andata nella camera dove dorme la badante e si è resa conto che anche lei stava male, aveva vomitato ed era svenuta.

Subito la donna ha lanciato l’allarme e a Mazzano sono arrivati i mezzi dei Vigili del fuoco oltre a medici e infermieri di Areu e una pattuglia dei carabinieri. Il personale sanitario ha certificato che per l’anziana non c’era più nulla da fare, era spirata nella notte, mentre per la bandante si è reso necessario un ricovero urgente alla Poliambulanza.

Vigili del fuoco e carabinieri hanno ispezionato l’appartamento, scoprendo alcuni segnali che sembrano di una cattiva combustione da parte dell’impianto di riscaldamento che potrebbe aver prodotto i fumi e poi il monossido che avrebbe intossicato le due donne, uccidendo la più anziana. Esaminando poi l’impianto di riscaldamento della villetta, una caldaia a gasolio, gli investigatori dell’Arma e del Comando di via Scuole hanno scoperto che la manutenzione era stata regolarmente eseguita ad ottobre 2022 e che il buon funzionamento era stato certificato nei termini di legge.

A questo punto il magistrato di turno, il sostituto procuratore Donato Greco, ha chiesto di verificare nel dettaglio cosa sia accaduto e cosa abbia provocato il malfunzionamento dell’impianto e se sia collegato con la morte della donna. Solo nelle prossime ore si potrà capire quando sarà eseguito l’esame autoptico e quando dunque i familiari potranno organizzare il funerale dell’anziana.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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