Come cento campi di calcio. Settanta ettari di lastre in cemento amianto tolte in dieci anni dai tetti di case, edifici pubblici e privati, capannoni industriali di Brescia. Grandi estensioni, come la Pietra di via Orzinuovi, oppure piccole superficie di garage. Una bonifica dell’amianto che ha riguardato, soprattutto, i villaggi Sereno, Prealpino, Badia, Lamarmora, via Milano. Quartieri sorti nel secondo dopoguerra, quando - fino ai primi anni Novanta - si fece grande uso di questo materiale cancerogeno. In tutto 200 interventi conclusi sulle 220 pratiche aperte dal Comune di Brescia. I 700mila metri quadrati di cemento amianto sono finiti nella discarica Ecoeternit di Montichiari, l’unica del genere in attività in Lombardia insieme ad un’altra nel Pavese.
L’attività
Dieci anni dopo l’introduzione della legge regionale del 30 luglio 2012 numero 14 sul risanamento, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto, l’assessore all’Ambiente, Miriam Cominelli, ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la città. Al suo fianco Daria Rossi, Elsa Boemi ed Alberto Talenti, funzionari e tecnici del settore Tutela ambientale e protezione civile, che seguono la materia.



