Acqua, scattano gli aumenti delle bollette per finanziare gli investimenti

Per il 2022 e il 2023 rincari dell’1% sulle bollette di A2A, del 10% su quelle di Acque Bresciane
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ACQUA, CRESCONO LE BOLLETTE
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Via libera del Consiglio provinciale alle nuove tariffe del servizio idrico integrato per il 2022 e il 2023. Ritocchi dell’1% nei 68 Comuni serviti da A2A, rincari del 10% (sui due anni) nei 118 paesi gestiti da Acque Bresciane (AB).

In soldoni: per un consumo domestico fra i 100 e 150 metri cubi di acqua, relativi a una famiglia di tre persone, si pagherà in media intorno ai 200 euro. Dunque, due euro per mille litri: due centesimi per dieci litri.

Il voto unanime dei consiglieri ha ratificato la proposta presentata dall’Ufficio d’Ambito (Ato), l’azienda speciale della Provincia che regola l’attività dei gestori, Acque Bresciane e A2A Ciclo idrico. La determinazione delle tariffe (già pubblicate sul sito dell’Ato) segue criteri precisi stabiliti da Arera (l’Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente), che tengono conto dei costi di gestione del servizio e degli investimenti necessari per garantire la qualità di acquedotti, fognature, depurazione. Gli uni e gli altri devono essere coperti dalle tariffe.

L’Ufficio d’Ambito, la settimana scorsa, ha presentato all’assemblea dei sindaci l’aggiornamento, calcolato - ha spiegato il direttore Marco Zemello ai consiglieri - verificando proprio l’andamento di costi e investimenti. Il risultato è quella media che abbiamo detto in premessa. Bisogna tenere conto che le bollette variano entro una forbice che considera alcune condizioni: il consumo di acqua, ovviamente, ma anche il numero dei familiari e il bacino tariffario di appartenenza del Comune in cui si risiede. Nel Bresciano questi bacini sono una ventina e dipendono dalla storia tariffaria dei vari territori. Si spiegano così, ad esempio, i 97 centesimi dei paesi camuni che aderiscono ad Acque Bresciane, meno della metà della tariffa media degli altri.

I gestori

L’aggiornamento deliberato ieri dalla Provincia rende omogenee le bollette di A2A e di Acque Bresciane. Per A2A l’incremento percentuale del 2022 sul 2021 è nullo, mentre per quest’anno è di circa l’1%. Tuttavia, bisogna considerare che negli anni precedenti c’erano stati rincari dell’8%. Acque Bresciane, invece, aveva mantenuto bollette più basse. Adesso il riequilibrio. Il rialzo per il 2022 sul 2021 è del 3,11%; quello del 2023 del 6,92%. Insomma, il 10% in due anni. Un’avvertenza: in attesa dell’aggiornamento, l’anno scorso Acque Bresciane ha continuato ad applicare la tariffa 2021. La società ha deciso di recuperare il mancato ricavo 2022 sulle bollette del 2024. Dal primo gennaio 2023, invece, applicherà il rincaro previsto per quest’anno.

Nella sostanza, sempre considerando i consumi di una famiglia con tre persone (intorno ai 100 metri cubi) nei bacini tariffari principali, gli utenti di AB pagheranno in media circa 5 euro in più all’anno rispetto a quelli di A2A. Ricordiamo che AB è, per legge, il gestore provinciale unico del ciclo idrico integrato. Dal primo giugno è subentrata all’Asvt in quindici Comuni della Valtrompia; entro l’anno farà lo stesso in alcuni altri, oggi serviti da A2A. Bisogna considerare che Acque Bresciane deve anche coprire il costo dei subentri.

Gli investimenti

Decisivi, per determinare le bollette, sono gli interventi per migliorare reti e impianti. L’Ato di Brescia, attraverso AB, A2A e Avst, fra il 2020 e il 2023 ha investito 487,6 milioni, qualcosa come 73,2 euro per abitante ogni anno. Un impegno che colloca l’Ato bresciano fra i più attivi in Lombardia (e in Italia).

Peraltro, 66,8 milioni sono stati recuperati da fondi statali e regionali, non pesando così sulle bollette degli utenti. I ritocchi varati dall’Ufficio d’Ambito e dalla Provincia (con il tacito consenso dei sindaci) servono a finanziare nuovi depuratori, a sostituire reti fognarie ammalorate, ridurre le perdite delle reti idriche, costruire impianti per il trattamento dei fanghi, realizzare nuovi serbatoi. Si chiama sostenibilità.  

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