Nuovi depuratori e fognature, interventi sugli acquedotti e per ridurre le perdite delle reti idriche. In quattro anni, dal 2020 al 2023, investimenti per 487 milioni, di cui 66 finanziati con risorse del Pnrr, fondi propri, regionali e statali. Una mole di opere finanziata per migliorare la qualità del ciclo idrico nel Bresciano e superare le procedure di infrazione europee.
Protagonista è l’Ufficio d’Ambito di Brescia (Ato), l’ente che regola queste attività da parte degli operatori, Acque Bresciane e A2A Ciclo idrico. Gli investimenti e la gestione del servizio, secondo il meccanismo del full cost recovery, sono ripagati dalle bollette. La qualità costa. Ecco perché l’Ufficio d’Ambito ha deciso un ritocco delle tariffe dell’acquedotto, che dovrà essere approvato dal Consiglio provinciale convocato martedì 27. Un aggiornamento già annunciato nei mesi scorsi. Riguarderà le bollette dal primo gennaio 2024, rendendo omogenee le tariffe applicate da Acque Bresciane e A2A. Aumenti leggeri, che dipendono dai consumi, dal numero dei familiari, dalle aree. «Sono tariffe socialmente accettabili», commenta il direttore dell’Ufficio d’Ambito, Marco Zemello. Sono già pubblicate sul sito dell’Ato. Un esempio: una famiglia di tre persone con un consumo di cento metri cubi pagherà sui duecento euro.



