A Natale: pranzo in casa da 109 euro a famiglia, chiusi 2 locali su 5

La ricetta del Natale? «A tavola, in famiglia, all’insegna della condivisione». Parola di Beppe Maffioli, chef del Carlo Magno di Collebeato. Il suo ristorante lunedì a pranzo sarà pieno («Ci sono clienti che prenotano un anno prima»), ma i più, in realtà, quel giorno festeggeranno tra le mura domestiche: dalla mamma, dalla zia, dalla suocera. E per imbandire la tavola spenderanno di più rispetto al passato: nel Nord Ovest d’Italia, quindi anche da noi, se ne andranno 109 euro a famiglia (quella media dell’Istat formata da 2,3 componenti) contro i 95 del 2022.
Lo sostiene un’indagine firmata Coldiretti/Ixè che parla di rincari attorno al 10%. E lo conferma Confcooperative precisando che l’impennata nella spesa (per il cenone gli italiani spenderanno 2,9 miliardi di euro: 400 milioni in più dello scorso anno e 200 milioni in più del pre-Covid) «non è legata ai maggiori consumi, ma agli aumenti generalizzati dei prezzi».
Con calma
«Noi a Natale saremo chiusi», fa sapere Francesco Giordano, titolare della Serenella di Brescia nonché presidente dell’Arthob, associazione che riunisce ristoranti, trattorie, hostarie di città e provincia: «La sensazione è che lunedì due locali su cinque saranno chiusi. Del resto i bresciani preferiscono stare a casa, in famiglia. O al massimo prenotano nei ristoranti che propongono piatti tipici come spiedo e arrosto. Il Covid ha cambiato le abitudini e noi ci adattiamo. Ora più che mai i bresciani scelgono la "coccola", l’esclusività: molte aziende, ad esempio, hanno organizzato il pranzo di Natale nei propri ambienti ricorrendo al servizio catering».
Nella Bassa, a Comezzano Cizzago, il Finil del Pret sarà aperto: «Per lunedì abbiamo raggiunto il sold out già due settimane fa - spiega Simone Bianchetti -, ma la signora a cui la nostra osteria e altri ristoranti affidano il lavaggio delle tovaglie mi ha fatto notare che in generale c’è stato un rallentamento». Alessandro Baccanelli, chef del Cadebasi di Erbusco, lamenta il fatto di aver faticato a riempire la sala per Natale: «Le prenotazioni sono state più lente del solito e abbiamo avuto parecchie cancellazioni. La vigilia, invece, terremo chiuso: scelta azzeccata, viste le poche richieste arrivate. Gli altri giorni, per fortuna, non è così: il nostro ristorante di norma è sempre pieno». Cosa mangeranno i suoi clienti? Ravioli ripieni di anguilla marinata o di spiedo e, tra le altre cose, un risotto fatto con le lenticchie al posto del riso, latte affumicato e le trombette dei morti (che sono dei funghi).
Conferma la situazione Carlo Bresciani, chef patron dell’Antica Cascina San Zago di Salò nonché presidente vicario della Federazione italiana cuochi: «Saremo pieni, ma quest’anno non c’è stata la corsa a prenotare. Secondo i nostri fornitori c’è calma nel settore e più attenzione ai soldi. Il contesto incerto obbliga a fare delle scelte».
Per Natale Denise Gottani, personal chef, ha ricevuto «parecchie proposte, ma a un budget inferiore rispetto al passato. Alla fine cucinerò per 200 persone in un locale. I miei clienti che possono permettersi un certo tipo di spesa in quei giorni saranno in vacanza».
Agriturismi
Molti chef a Natale, si diceva, faranno una pausa (anche per godersi la famiglia) e chi sarà ai fornelli (nonostante non ci sia stato l’assalto per la conquista dei tavoli) lavorerà bene. Come lavoreranno bene gli agriturismi: «Quelli aperti (il 35%) - spiega Gianluigi Vimercati di Confagricoltura - hanno ricevuto prenotazioni per l’85-90% della loro capienza e lunedì saranno sold out. L’interesse per il settore è alto: lo dimostra anche il fatto che una azienda su tre abbia inserito prodotti agricoli nei cesti natalizi. Così come hanno fatto i privati».
Che sia in casa o al ristorante il Natale sarà di certo caldissimo: ieri in città è stata registrata una massima di 19,5 gradi (non erano mai stati superati i 18 in dicembre) e anche nei prossimi giorni le temperature saranno miti e ci sarà un bel sole. L’ideale per fare una passeggiata o andare a vedere un presepio, ma c’è da scommettere che in tanti, come da tradizione, riempiranno i cinema (ci sono Wonka, Wish...).
Natale «con i tuoi», ma non per forza. Secondo Confcooperative sarà in viaggio più di un italiano su tre. Montagna e agriturismo le destinazioni più gettonate, seguono le città d’arte e le località termali.
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