A Brescia meno contanti in tasca: dal bar al teatro si paga con carta

Addio rotoli di banconote e tasche appesantite dalle monetine. Sempre più bresciani si convertono al cashless, anche se in una provincia affezionata al contante le abitudini sono spesso dure a morire.
E infatti il nostro territorio, seppur abbastanza in linea con la tendenza media nazionale, non brilla nella corsa ai pagamenti digitali. Che sono in costante e inesorabile crescita - è vero -, ma meno che in altre zone dello Stivale. Ma facciamo un passo indietro.
Nel primo semestre del 2022 i pagamenti con carte contactless, smartphone e smartwatch hanno visto sul territorio nazionale una crescita del 22% sullo stesso periodo del 2021, raggiungendo quota 182 miliardi di euro. Una cifra che, arrivati a fine anno, dovrebbe rappresentare oltre il 40% del totale speso dagli italiani, avvicinandosi sempre di alla somma sborsata in contanti. È quanto emerge dall’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, che ha analizzato il numero delle transazioni digitali e le prospettive future.
E a Brescia? A fornire qualche dato declinato in chiave locale è l’Osservatorio Pagamenti Cashless di SumUp, che ha analizzato la tendenza dei pagamenti digitali regione per regione, scandagliando anche i settori più coinvolti dalla crescira. È emerso che, nella nostra provincia, nel 2022, le transazioni medie per esercente sono cresciute del 17% rispetto al 2021; mentre il valore del transato ha avuto un incremento dell’11,3 % e lo scontrino medio è calato del 4,8%.
Percentuali che confermano come, a fronte di importi che sono sempre più piccoli, continua ad aumentare il numero di transazioni effettuate con carta, smartphone e smartwatch. Una tendenza confermata anche da Carlo Massoletti, presidente di Confesercenti Brescia, che evidenzia come al contante i clienti preferiscano sempre più carte e app.
A confronto
Rispetto ad altre province italiane Brescia si posiziona al 26esimo posto della classifica, guidata da Aosta, Como, La Spezia e Firenze, dove il numero di transazioni cashless è cresciuto rispettivamente del 44,2% ad Aosta; 30,4% a Como; 39,3% a La Spezia e 34,3% a Firenze. La cugina Bergamo, invece, è più in basso e si attesta in 44esima posizione.
Per quel che riguarda i settori, la crescita cashless più importante rispetto al 2021 è quella che riguarda i tassisti, per i quali il numero medio di transazioni a bordo è salito del +87%. Si pagano senza contanti biglietti per concerti, cinema e teatro (+65%), come anche colazioni, pranzi e cene nei caffè e ristoranti (+51%). Coinvolti dal trend del pagamento digitale anche hotel e strutture ricettive, con un aumento di transazioni del +46%, e centri sportivi e Spa, che crescono del +41%.
Tra le novità più interessanti post-pandemia c’è il trend del catering e delivery, dove le transazioni crescono del +24%, e quello dei food truck, una delle tendenze più diffuse del mangiare all’aperto, con +18%. Ciò che emerge, quindi, è che i commercianti stanno partecipando alla trasformazione anche in settori tradizionalmente associati ai contanti (come le edicole o i bar), apprezzando la possibilità di essere pagati in modo semplice e immediato.
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