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Viaggio in Sicilia andata e ritorno a bordo del mitico Ciao

L’idea portata a termine da cinque ghedesi: hanno percorso 1.700 km alla media di 33 all’ora
L’arrivo dei cinque amici a Palermo - © www.giornaledibrescia.it
L’arrivo dei cinque amici a Palermo - © www.giornaledibrescia.it
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Con il Ciao, il mitico cinquantino della Piaggio, negli anni Settanta ci si faceva di tutto: si andava a fare la spesa, a scuola, a trovare la morosa... Oggi la spesa te la portano a casa e la scuola si fa in dad.

Anche per questo, il Ciao e gli altri motorini del tempo (il Sì e il Malaguti, ad esempio) hanno scritto un pezzo di storia. Che cinque «giovani di una volta» hanno deciso di riportare in vita. Sotto il nome di Los Cabrones, Valter Fornasari, Giulio Guarneri, Sergio Lorenzi, Umberto Simoncelli e Andrea Manzati hanno pensato di prendere i loro vecchi motorini (un Ciao e quattro Sì) e di fare un giretto al mare.

Già questa è una scelta curiosa. Che lo è ancora di più perché, per mettere a mollo le loro membra, Los Cabrones non hanno scelto Jesolo, le 5 Terre o un’altra località facilmente raggiungibile. Troppo facile. Inforcati i loro motorini, i cinque hanno puntato Palermo, in Sicilia: un viaggio di 1.700 chilometri, percorsi dal 30 aprile al 9 maggio, con otto ore di guida al giorno e una velocità media di 33 chilometri orari.

Al rientro sono stati accolti dal sindaco Casali - © www.giornaledibrescia.it
Al rientro sono stati accolti dal sindaco Casali - © www.giornaledibrescia.it

Come è facile immaginare, il viaggio si è risolto in un’epopea. «Non sono mancate le difficoltà - raccontano i protagonisti -. Basti pensare che abbiamo dovuto sostituire due motori, un gruppo termico e dieci pulegge. Non è mancata neanche la pioggia, ma il problema più complicato s’è rivelato il vento. In Sicilia ci siamo imbattuti in raffiche talmente forti e insistenti che ci obbligavano a fare esercizi di equilibrismo per rimanere in piedi: bisognava prendere le curve in un modo preciso per non finire fuori strada». In ogni caso «tutto è andato per il verso giusto: abbiamo potuto vedere luoghi meravigliosi e incontrare persone molto disponibili.

È una sfida che volevamo portare a termine e ci siamo riusciti. L’accoglienza che abbiamo ricevuto al ritorno a Ghedi ci ha davvero emozionati ed ha aumentato la nostra carica: sicuramente affronteremo altre esperienze di questo genere». I cinque, infatti, al loro rientro sono stati accolti dal sindaco Federico Casali, che ha dato agli intrepidi concittadini il bentornato a nome di tutta la comunità.

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