Bassa

Spedizione punitiva: perquisite le case di sei ragazzi di Leno

Coinvolti anche minorenni. Sequestrati i cellulari dopo l’aggressione a Gambara
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Aggressori (simbolica) - © www.giornaledibrescia.it
Aggressori (simbolica) - © www.giornaledibrescia.it

Sveglia presto ieri per sei ragazzini residenti a Leno. Su ordine della Procura dei Minori e del sostituto procuratore Gianluca Grippo della Procura ordinaria, i carabinieri hanno bussato alla porta dei componenti di un gruppetto ritenuto responsabile della spedizione punitiva avvenuta una settimana fa a Gambara. E conclusa con il ferimento di due 21enni. Trasportati in codice giallo all'ospedale di Manerbio, ricoverati per un giorno e poi dimessi con una prognosi di dieci giorni per i colpi subiti soprattutto alla testa.

Durante le perquisizioni, scattate attorno alle sei e mezza con una decina di auto dei carabinieri a bloccare la zona e una trentina di militari impegnati, gli inquirenti hanno sequestrato i telefoni cellulari dei ragazzi indagati per lesioni personali aggravate e vogliono risalire alle chat attraverso le quali gli adolescenti hanno organizzato il pestaggio di due coetanei, colpiti a calci, pugni e bastonate. Gli uomini dell’Arma hanno cercato nelle abitazioni anche armi bianche, come spranghe, mazze e bastoni. Alla base dell’aggressione ci sarebbe stato il precedente interessamento di una delle vittime, residente a Gambara, nei confronti di una ragazza appartenente alla compagnia di Leno e fidanzata con un coetaneo dello stesso gruppo.

Dopo aver picchiato lui, bloccato sotto i portici di una zona commerciale del paese bassaiolo in via Montello, il gruppo aveva raggiunto e colpito anche l’amico, che aveva la sola colpa di aver provato ad interrompere l’azione violenta. Chi ha visto - i testimoni pare infatti non mancassero - giura che «alcuni usavano anche un tirapugni». A fare i nomi dei presunti aggressori sarebbero stati i giovani feriti, anche se quanto accaduto il venerdì di una settimana fa era già di dominio pubblico poche ore dopo. Con tanto di commenti sui social e passaparola tra i ragazzi di Gambara e Leno. Risalire al gruppo partito da Leno in direzione Gambara non è stato quindi difficile per chi indaga.

«Se da una parte dobbiamo elogiare le forze dell'ordine per l'ottimo lavoro svolto in tempi brevi e che ha portato a una svolta immediata nelle indagini inerenti un grave fatto come quello avvenuto alcuni giorni fa a Gambara, dall'altra non posso non esprimere rammarico e dispiacere nel sapere che dei giovani nostri concittadini si rovinano il futuro in questo modo» è il commento carico di amarezza del sindaco di Leno Cristina Tedaldi. «Di fronte a queste notizie ci si fanno sempre tante domande per capire dove si possa aver sbagliato, dove soprattutto noi adulti possiamo avere una colpa».

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