Bassa

Rifiuti metallici scovati col satellite: sequestrati

All'interno della Bindi Rottami di Isorella l'Arpa ha scoperto oltre 6 mila metri cubi di materiali abbandonati
Un’immagine satellitare dell’azienda sequestrata - © www.giornaledibrescia.it
Un’immagine satellitare dell’azienda sequestrata - © www.giornaledibrescia.it
AA

Oltre seimila metri cubi di rifiuti metallici accatastati, comprese bombole con materiale infiammabile ed esplosivo e gas infiammabili. Gli ufficiali giudiziari dell’Arpa di Brescia hanno sequestrato ieri, d’intesa con la Procura, la Bindi Rottami di Isorella, ditta che ritira parti metalliche da officine meccaniche.

L’azienda della Bassa è finita nel mirino degli uomini dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, guidati da Fabio Cambielli, diventati ormai esperti nella lettura delle immagini aeree e satellitari di Savager (Sorveglianza Avanzata Gestione Rifiuti), il progetto sviluppato dall’Agenzia e finanziato da Regione Lombardia che ha introdotto le tecnologie della Geospatial Intelligence e dell’osservazione della Terra da satellite, aereo e drone per il presidio ambientale sul territorio regionale.

All’occhio attento del satellite non è sfuggito quel cumulo di rifiuti nel piazzale della Bindi Rottami di via Corvione, decisamente troppi rispetto ai circa 2mila metri cubi autorizzati dalla Provincia di Brescia. Parte dei ferrivecchi, inoltre, era accatastata anche in un’area non cementata, fuori dal perimetro dedicato allo stoccaggio dei rottami, con grave rischio per la contaminazione ambientale.

Rovistando tra i rifiuti gli ufficiali di polizia giudiziaria dell’Arpa ne hanno rinvenuto anche di pericolosi, che la ditta non è tenuta a gestire, oltre a venti bombole di gas, un reale pericolo per la sicurezza delle persone e dell’ambiente. A questo punto il direttore Cambielli ha contattato il comandante dei Vigili del fuoco di Brescia, Enrico Porrovecchio, che ha disposto l’intervento di una squadra di specialisti per la messa in sicurezza delle bombole.

Quindi è scattato il sequestro che «oltre a bloccare un’attività illecita – ha chiarito Cambielli – rappresenta un’azione fondamentale per la messa in sicurezza dell’ambiente». Arpa si occuperà infatti di verificare l’eventuale inquinamento arrecato dal materiale stoccato sul terreno nudo, non protetto dal cemento, nelle aree non autorizzate. La Bindi Rottami era già finita nei guai nel 2018, in un’indagine condotta dai Carabinieri Forestali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato