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IL CASO

Prosegue la fisioterapia in Rsa, ma la contesa finisce in tribunale

Maria Teresa Marchioni

Bassa
24 mag 2022, 15:44
Casa di riposo di Barbariga - © www.giornaledibrescia.it

Casa di riposo di Barbariga - © www.giornaledibrescia.it

Il servizio di fisioterapia dedicato agli ospiti della Rsa di Barbariga, per ora, è «salvo». E proseguirà senza interruzioni almeno finché non verrà pronunciato il verdetto dell’udienza che dovrebbe scrivere la parola fine a una contesa che sta facendo discutere da giorni.

Al centro del caso che vede protagonista la struttura di proprietà delle Fondazioni riunite - gestite, insieme alla Rsa di Orzivecchi, dal polo di Orzinuovi - c’è un contenzioso tra le due cooperative che si sono susseguite nella regia del servizio.

Gestione

Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che fossero state pignorate le attrezzature e che, quindi, gli ospiti della Rsa non potevano effettuare la riabilitazione. «Nulla di più falso - smentisce il direttore generale di Fondazioni Riunite, Federico Fontana -. Qualche giorno fa c’è stato il sopralluogo di un ufficiale giudiziario, che ha voluto controllare tutti gli strumenti utilizzati per la fisioterapia, ma non li ha né sigillati né portati via. Tutto l’occorrente per questo servizio è nei locali della Rsa di Barbariga al suo posto e gli ospiti stanno continuando le loro cure».

Quindi che succede?

Di fatto, è in atto un braccio di ferro tra la cooperativa «Progetto salute», che ha gestito le attività fino al 31 dicembre 2019, e l’attuale cooperativa «La Nuvola». Oggetto del contendere sono proprio le attrezzature che vengono utilizzate quotidianamente per la riabilitazione.

Gli strumenti, infatti, sarebbero stati acquistati dal gruppo «Progetto salute» quando il direttore generale era Angelo Gipponi.  E ora che non gestisce più il servizio, la cooperativa rivendica questi strumenti come suoi. Per contro, però, la nuova gestione presieduta da Luca Magli, che si avvale della collaborazione della cooperativa «La Nuvola», rivendica a sua volta come proprietà delle Fondazioni riunite queste attrezzature.

In aula

La questione va avanti da un bel po’, tanto che le due parti sono finite in tribunale e solo il 9 giugno (data in cui è fissata l’udienza) si saprà a chi appartengono questi macchinari.

«Nonostante questa diatriba - assicura il direttore generale Fontana - la fisioterapia va avanti. L’arrivo dell’ufficiale giudiziario, con al seguito un avvocato e un rappresentante della cooperativa Progetto salute, ha sicuramente disturbato gli ospiti, ma confermo che, salvo il momento del controllo, non c’è stata alcuna interruzione del servizio».

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