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L'EMERGENZA

Polmonite, «17 casi di legionella, ma l'epidemia è in calo»


Bassa
11 set 2018, 21:21
Legionella, 17 i casi accertati

Per avere un risultato definitivo delle cause dell’epidemia di polmonite che ha investito la Bassa Bresciana e l'Alto Mantovano ci vorranno probabilmente alcuni mesi. Ma forse già lunedì si avranno i primi esiti sui 111 campionamenti effettuati sugli acquedotti dei cinque comuni più colpiti: Acquafredda, Remedello, Montichiari, Carpenedolo e Calvisano, quest’ultimo in assoluto il comune con il più alto numero di casi accertati.

È quanto emerso durante la conferenza stampa che si è svolta martedì sera in Ats a Brescia dove l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha voluto ancora una volta rassicurare i cittadini sull'evoluzione dell'epidemia: «La curva epidemica è in calo - ha ribadito - e non si registrano più nuovi casi di polmonite. Non abbiate paura di uscire e frequentare luoghi affollati. Le scuole apriranno normalmente».

Gallera, che nel pomeriggio ha partecipato ad un incontro in Prefettura con forze dell'ordine e sindaci dei comuni interessati, ha parlato di evento difficile da codificare «anche perché - ha spiegato - non si ricorda in Lombardia un’emergenza del genere e non esiste in letteratura scientifica un evento di questo tipo. Anche per questo non si sta lasciando nulla di intentato per individuare le cause di questo contagio che - ha chiarito Gallera - è causata dal batterio della legionella».

LEGIONELLA IL PREFETTO: "CASI IN CALO"

Sono in tutto 17 i casi accertati di legionella e si fermano a 237 le persone ricoverate per polmonite, nessuna delle quali ha manifestato i sintomi negli ultimi giorni. La task force dell’Ats di Brescia ha infatti circoscritto ad un periodo compreso tra il 2 e il 7 settembre il momento del contagio «dovuto - ha affermato Carmelo Scarcella, direttore generale di Ats Brescia - ad una causa ambientale».

Dopo le analisi sugli acquedotti ora l’attenzione si sposta sul fiume Chiese, dove oggi sono stati effettuati sei campionamenti, e sulle torri di raffreddamento di alcuni impianti. Si cerca la causa anche nei sistemi irrigui dei campi agricoli. «La legionella - ha concluso Scarcella - per diffondersi ha bisogno di un mix di aria e acqua».

 

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