Bassa

Oglio, la disputa sulle centrali si decide in settembre

Il Tribunale delle acque ha rimandato la decisione sul ricorso presentato dal Parco di Orzinuovi contro 4 impianti
Torre Pallavicina: la nuova centrale elettrica di Sorgenia realizzata in località Chiusone - © www.giornaledibrescia.it
Torre Pallavicina: la nuova centrale elettrica di Sorgenia realizzata in località Chiusone - © www.giornaledibrescia.it
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Rimandata a settembre. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma ha rinviato a fine estate la decisione sul ricorso del Parco dell’Oglio contro le quattro concessioni per l’uso idroelettrico di altrettante derivazioni sul fiume. L’udienza per discutere la controversia era fissata nelle scorse settimane, ma il Tribunale ha preso altro tempo, prolungando una vicenda già abbastanza datata.

Tutto sospeso, dunque. Il Parco si oppone ai nulla osta che le Province di Brescia e di Bergamo hanno rilasciato alla società camuna Iniziative Bresciane per lo sfruttamento del fiume e la produzione di energia elettrica.

Si tratta di quattro impianti localizzati all’altezza di altrettante derivazioni irrigue in una manciata di chilometri: a Pontoglio (roggia Castellana), Roccafranca (Conta), Urago (Molino) e Calcio (Calciana). Il presidente del Parco, Luigi Ferrari, con il consenso dei 34 Comuni lungo l’asta fluviale, ha ingaggiato la battaglia contro i progetti.

Le criticità del progetto

«La presenza di grandi sbarramenti a distanza così ravvicinata - dice - genera problemi di carattere paesaggistico, ambientale, ittico e idraulico». Il Parco, sostiene, non ha pregiudizi contro le centraline, ma chiede «uno studio preliminare complessivo, che verifichi il loro impatto, la compatibilità riguardo al numero e alla collocazione».

La replica di Iniziative Bresciane

Dall’altra parte, Iniziative Bresciane, titolare dei quattro progetti, parla di opposizione preconcetta, senza fondamenti tecnici e ambientali, contro impianti «sostenibili, ad impatto minimo, che garantiscono la continuità fluviale». Centraline che «producono energia pulita, rinnovabile, a favore della transizione ecologica». La Provincia di Brescia, da parte sua, rivendica di «avere fatto tutto secondo le norme».

Procedure

Sarà il Tribunale a dirimere la questione, nell’equilibrio fra i temi ambientali e la necessità di accrescere le fonti rinnovabili. «Sono preoccupato per il possibile via libera - dice Ferrari - che potrebbe aprire la strada a molte altre richieste». Da Sarnico a Roccafranca ci sarebbero altre tredici derivazioni sfruttabili. Intanto, prosegue l’iter per ottenere il secondo nulla osta necessario, quello edilizio per la costruzione delle quattro strutture citate.

Finita la centrale di Surgenia

È invece finita (dovrebbe entrare in funzione a giugno) la centrale di Sorgenia realizzata a Torre Pallavicina, all’altezza del Chisù, il Chiusone, di fronte a Roccafranca, che ha pure suscitato forti proteste. Era uno dei luoghi più suggestivi in questo tratto di fiume.

Il nuovo ponte

Il Parco continua la sua opera per valorizzare il territorio. Passi avanti sono stati compiuti per il nuovo ponte ciclopedonale fra Urago e Calcio (parte di un tracciato lungo un km), che consentirà a ciclisti e camminatori di attraversare in sicurezza. Scartata per il no dell’Anas l’ipotesi di una passerella a sbalzo sul cavalcavia stradale esistente (trafficatissimo), la soluzione alternativa è un ponte in acciaio, 15 metri a monte della provinciale. È un’idea in ballo da alcuni anni. Il costo preventivato in 500mila euro è raddoppiato. La Regione ha garantito mezzo milione, il Parco è disponibile ad aggiungere altri 200mila euro, i restanti 300mila dovranno essere integrati dai Comuni di Urago e Calcio.

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Nei giorni scorsi la direttrice del Parco, Claudia Ploia, ha incontrato sul posto i funzionari della Soprintendenza in vista della stesura del progetto di fattibilità tecnica ed economica entro fine giugno. C’è un altro progetto in cantiere, aggiunge Ploia. Rudiano, Roccafranca, Pumenengo, Torre Pallavicina e Calcio stanno pensando ad un anello ciclabile che colleghi i loro territori da finanziare con i bandi del Pnrr.

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