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GLI SPECIALISTI

«Noi, faccia a faccia con la legionella»


Bassa
30 set 2018, 08:55
Emeregenza polmonite © www.giornaledibrescia.it

Emeregenza polmonite © www.giornaledibrescia.it

Lo stupore c’è «per un’epidemia mai vista prima» ma al contempo una soluzione esiste. «Se la causa della diffusione del batterio della legionella sono le torri di raffreddamento delle aziende non c’è altra via d’uscita, bisogna sanificarle» Un’analisi senza se e senza ma che arriva da Gianfranco Garusi, fondatore della Sanipur di Flero, azienda che dal 1985 opera in maniera specifica in questo ambito. Sono loro i tecnici, interpellati anche dall’Istituto superiore di Sanità, chiamati ad agire sulle Acciaierie di Calvisano nonchè a Bresso in provincia di Milano, dove a luglio era scattato l’allarme legionella con 47 contagi e 5 morti.

Gli interventi di cui parla Garusi prevedono l’uso di disinfettanti nelle torri di evaporazione, «un’operazione più semplice di quanto si pensi e con dei costi per le realtà produttive decisamente contenuti». Ma il problema non riguarda la volontà o meno delle aziende del territorio di agire in quest’ottica. L’inghippo va cercato più a monte. «In Italia semplicemente non si sanifica perché non si sa di doverlo fare - è l’analisi del fondatore della Sanipur -. Non esiste una cultura della prevenzione alla legionellosi, sebbene il batterio che la causa sia praticamente onnipresente nell’acqua. Servono interventi periodici, al massimo ogni una-due settimane». Elenco. A rendere ancora più difficile la diffusione di tale cultura «è la mancanza di un elenco completo delle torri di evaporazioni, nella provincia bresciana così come in tutta Italia - rimarca Garusi -. Francia e Spagna, quest’ultima a seguito di una grave epidemia avvenuta circa 15 anni fa, hanno adottato tale soluzione e mi auguro che anche nel nostro paese si decida di percorrere una strada analoga. Non è accettabile che le soluzioni vengano però prese ex post, dopo che l’emergenza è scoppiata e le persone ci sono andate di mezzo».

Da sinistra il fondatore della Sanipur Gianfranco Garusi e il microbiologo Nicola Doniselli - © www.giornaledibrescia.it

Perché la legionella è stata la causa di oltre il 10% delle polmoniti che hanno colpito circa 550 cittadini della Bassa. «In questi casi bisogna affidarsi al rigore scientifico e non lasciarsi prendere dal panico». A parlare così è Nicola Doniselli, uno dei microbiologi dell’azienda di Flero. «Il batterio esce dalla quiescenza quando la temperatura del liquido sale oltre i 25 gradi. Per questo motivo dare colpa ai fiumi, soprattutto se sono freddi come il Chiese, è assurdo».

«Ciò che abbiamo fatto sia nel Bresciano sia nel Milanese è stato agire con disinfettanti sull’acqua calda contenuta nelle torri, che evapora e si nebulizza per via del trasferimento di calore con altra acqua fredda - spiega Doniselli -. A Calvisano in realtà l’intervento è stato ancora più drastico dato che la vasca di contenimento è stata completamente svuotata, disinfettata e riempita nuovamente». Questo perché un shock così forte è stato deciso dall’azienda in accordo con l’Amministrazione comunale «e non perché i valori del batterio nell’acqua fossero eccessivamente sopra i limiti previsti dalla norma - afferma Garusi -. Medesima situazione l’abbiamo rilevata nelle aziende di Bresso dove siamo intervenuti». Ora la Sanipur, che opera in tutta Europa, negli Stati Uniti e anche in Medio Oriente, andrà in Inghilterra, a Tamworth, dove recentemente è scattata una nuova emergenza legionella.

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