Ci sono ancora troppe domande senza risposta sulla puzza e sulla moria di pesci, gallinelle, gamberi e persino nutrie, dovuta - secondo un primo sopralluogo della Polizia provinciale, convocata dai sindaci di Calvisano e Visano lo scorso mercoledì - ad un’eccessiva presenza di carbone attivo nei corsi d’acqua della zona. Questa mattina è stato fatto un sopralluogo nel Vaso Pelice, affluente del Chiese, dai vigili del fuoco e dagli agenti della polizia provinciale di Brescia per capire le cause del problema.
Una cosa, intanto, è certa: i cittadini di Visano non resteranno con le mani in mano. Lunedì, dopo un rapido passaparola in Facebook, c'è stato un incontro in biblioteca per decidere il da farsi. «Le due bottiglie d’acqua che vedete le ho riempite prima e dopo il depuratore - mostra un ragazzo -. È facile intuire quale sia quella che dicono contenga il carbone attivo. Di più: quest’acqua torbida è usata nell’irrigazione nei campi. Il latte che noi beviamo, insieme agli animali che si nutrono del foraggio, finisce sulle nostre tavole. Non possiamo restare indifferenti».
Che fare dunque? Su proposta degli esponenti di Legambiente verrà creato un comitato di cittadini e associazioni. Così si spera di ottenere il nulla osta dal Broletto e dalla controparte per poter intervenire alla conferenza dei servizi (il 5 maggio) con Provincia, Asl, Arpa, Comuni di Calvisano e Visano e la ditta accusata di inquinare le acque.
Il sindaco di Visano invita alla cautela: «Ben venga il comitato - commenta Piacentini-. Ma suggerisco di ottenere più informazioni dalla consulente ambientale che dal 2013 segue le varie conferenze dei servizi dell’impianto di depurazione in questione».


