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IL CASO

Metalli Capra, attesa per la cisterna a Capriano del Colle


Bassa
3 set 2019, 08:44
La discarica contiene scorie radioattive - © www.giornaledibrescia.it

La discarica contiene scorie radioattive - © www.giornaledibrescia.it

Torna sotto i riflettori la discarica radioattiva più grande d’Italia. E cresce l’attesa per la nuova cisterna voluta e annunciata dal prefetto di Brescia Attilio Visconti che, fin dal suo insediamento, ha preso in carico il dossier della Metalli Capra di Capriano del Colle, più volte definita «bomba ecologica» in seno al Bresciano e all’Europa. Qui da tre decenni sono stoccate circa 80mila tonnellate di scorie metalliche radioattive, contaminate dal cesio 137. E i tempi per intervenire e mettere in sicurezza il sito si fanno sempre più stretti, visto che le cisterne che raccolgono il percolato sono già riempite all’80 per cento.

La soluzione era stata indicata dallo stesso Visconti a luglio, ovvero l’installazione - entro un paio di mesi - di un nuovo container, in cui stoccare in sicurezza il «succo» velenoso prodotto dai rifiuti. E ora che la scadenza dei sessanta giorni si avvicina, torna a crescere l’attenzione, anche dell’opinione pubblica, sul sito della Metalli Capra. Che, ricordiamolo, lo scorso gennaio è stata dichiarata fallita. Un fattore che ha contribuito ad ingarbugliare tempi e procedure per la bonifica del sito. In ogni caso dalla Prefettura confermano che la cisterna, che dovrebbe avere un costo di circa 60mila euro, arriverà. Nei prossimi giorni sono previsti tavoli tecnici per concordare le tappe di un percorso necessariamente condiviso fra tutti gli attori in campo. I quali - in particolare Comune e Prefettura - mantengono un monitoraggio costante sulla discarica del Monte Netto. «Stiamo lavorando in stretta collaborazione con la Prefettura - ha confermato il sindaco Edoardo Spagnoli - per giungere ad una soluzione condivisa. Siamo fiduciosi, perché per la prima volta in trent’anni le istituzioni si stanno spendendo per risolvere questo annoso problema.

È indispensabile l’intervento di tutti gli attori coinvolti, perché da solo il Comune può fare ben poco». «Un ringraziamento doveroso va al prefetto di Brescia Attilio Visconti - gli fa eco la deputata leghista Eva Lorenzoni - che si è attivato per evitare un peggioramento della situazione della falda acquifera».

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