Slow art movement, cioè un nuovo modo di intendere e di fruire l’arte. Esistono, di questo movimento, tre gruppi in Italia, di cui uno fin dagli esordi si trova a Bagnolo. «Ho conosciuto il regista Marco Poma cinque anni fa - racconta Giampietro Cacciamali, una delle anime del movimento -, e poco dopo il critico d’arte Franco Migliaccio, entrambi legati alla scuola milanese di "Arte ed Arti" a Trezzano sul Naviglio. Un gran fermento di idee, tra cui il germe di Slow art movement: l’arte vissuta lontana dai luoghi comuni del mercato, delle gallerie d’arte e della critica ufficiale che decretano la fortuna di un artista piuttosto che di un altro».
Cacciamali, ricco di contatti nell’ambito artistico nazionale, suggestionato dal nuovo orientamento che gli veniva da Poma e Migliaccio e da altri amici, ha portato queste indicazioni a Bagnolo, nel Gruppo artisti bagnolesi e in quello di collegamento al museo CoArtCo, collezione arte contemporanea. Nel 2014 la prima esposizione del gruppo Slow bagnolese a Trezzano al Centro culturale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sempre nel 2014, al Museo Diocesano di Milano, viene inaugurato il primo Convivio generale del Movimento: un’iniziativa tesa a valorizzare la creatività di coloro che si cimentano con le arti pur collocandosi al di fuori dei codici accademici. Presenti il gruppo di Trezzano sul Naviglio, di Barga e di Bagnolo: i gruppi fondanti lo Slow art movement.
Proprio da Barga sono recentemente tornati gli artisti bagnolesi, da una trasferta che a fine luglio è coincisa con il secondo Convivio di Sam, momento di discussione e di confronto e per gli artisti bagnolesi, di calorosa accoglienza, con riconoscimento di professionalità e di qualità nelle delle opere esposte e nell’allestimento. «Eravamo in otto - ricorda Cacciamali -, gli artisti che formano lo zoccolo duro di Sam». Il prossimo appuntamento per i bagnolesi è previsto alla villa Canevari Gherzi a Sedriano in provincia di Milano con «Happening», in programma il 15 e il 16 settembre.



