Bassa

Il prof. Petruzziello ha scoperto un ragno che ora ha il suo nome

Esperti di aracnidi hanno ufficializzato il ritrovamento del docente di Remedello avvenuto al Sud
Palliduphantes petruzzielloi, il ragno nello scatto del fotografo belga - © www.giornaledibrescia.it
Palliduphantes petruzzielloi, il ragno nello scatto del fotografo belga - © www.giornaledibrescia.it

Questa volta il professor Luigi Petruzziello ha scoperto una nuova specie di ragno, che ha assunto il suo nome: l’appassionato entomologo e docente remedellese, a cui negli anni scorsi è stata attribuita la scoperta di nuove specie di insetti (coleotteri), continua a offrire il suo prezioso contributo per la conoscenza della biodiversità. E non si limita alla classe degli insetti, appunto: il recente risultato riguarda quella degli aracnidi. Il minuscolo organismo si chiama Palliduphantes petruzzielloi (il primo termine indica il genere, mentre il secondo la specie). 

Sulla rivista. Il riconoscimento ufficiale della singolarità di questo rinvenimento è recentissimo e avvenuto tramite la pubblicazione della scoperta sulla rivista scientifica «Fragmenta entomologica», laddove il ragno è stato descritto da due importanti studiosi, il belga Robert Bosmans e Alessio Trotta; descrizione accompagnata dagli scatti del fotografo belga Pierre Oger. Petruzziello ha trovato gli esemplari nel 2015, all’interno della Grotta Strazzatrippa, afferente ai Monti Picentini dell’Appennino campano, in territorio salernitano. Del resto, sono già molti anni che il remedellese, originario di Avellino, monitora costantemente quella zona, a fini di ricerca scientifica: si reca almeno un paio di volte l’anno in loco per presidiare i suoi sistemi di raccolta.

Quando studiò quei cinque esemplari di ragno raccolti, aventi una lunghezza media di 2 mm, si rese conto che potevano essere nuovi alla scienza.

E così li inviò agli studiosi esperti di aracnidi, dai quali è giunta conferma della scoperta. Utile, nel provare ciò, è stato il fatto che si trattavano di esemplari adulti, maschi e femmine: la novità infatti è visibile principalmente dai bulbi genitali. Per capire l’importanza del contributo, basti dire che, al mondo, il genere Palliduphantes conta una settantina di specie, di cui 15, fino ad ora, erano state segnalate in Italia. Quella scovata da Petruzziello è la sedicesima. Sempre nella stessa pubblicazione di «Fragmenta entomologica», è stato attribuito al remedellese (che insegna al Bonsignori) anche un altro contributo: sempre sui Monti Picentini ha raccolto esemplari del ragno Palliduphantes istrianus, specie già nota prima, ma mai trovata così a sud nella penisola. Il 57enne ha all’attivo la scoperta di 4 specie nuove: tre coleotteri e un ragno.  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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