Bassa

Soffiantini, il figlio: «Sarei contento se Cubeddu venisse catturato»

Parla Giordano, il figlio dell’imprenditore rapito nel 1997 dal bandito sardo latitante da 25 anni
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

La liberazione: Giuseppe Soffiantini saluta i concittadini manerbiesi - Foto © www.giornaledibrescia.it
La liberazione: Giuseppe Soffiantini saluta i concittadini manerbiesi - Foto © www.giornaledibrescia.it

È stato come tornare indietro di 25 anni. Rituffarsi in un incubo durato 236 giorni e legato anche e soprattutto ad un nome. «È vero, mi ha fatto una certa impressione rileggere il nome di Cubeddu» ammette Giordano Soffiantini. È il figlio di Giuseppe, l'imprenditore di Manerbio - deceduto nel 2018 a 83 anni - rapito proprio da Attilio Cubeddu, che da esponente di spicco dell’Anonima sequestri sarda fu il carceriere dell'industriale bresciano dal 17 giugno del 1997 al 9 febbraio del 1998.

E che dopo l'arresto in una clinica a Palermo di Matteo Messina Denaro è uno dei quattro super ricercati con il boss di Cosa Nostra Giovanni Motisi, il camorrista Renato Cinquegranella e Pasquale Bonavota boss della 'ndrangheta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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