Mamma Anna dorme abbracciata al maglione rosa che il suo Igor indossava alcuni giorni prima di morire: «Non è stato lavato e ha ancora il suo profumo».
Nell’appartamento di Ghedi in cui fa la badante ci mostra le foto dei tempi felici: Igor col nipotino che tanto amava, Igor a Brescia davanti a una Ferrari, Igor in Ucraina in tenuta militare. Non riesce a darsi pace per ciò che è successo: «I russi l’hanno ucciso e il suo corpo è rimasto a terra, senza vita, per più di un giorno». È successo il 24 marzo a mezzogiorno. «E un’ora prima ci eravamo sentiti al telefono, cosa che accadeva raramente perché era solito scrivermi messaggi con poche parole: "Mamma, stai tranquilla" e il pollice in su». Lei, insieme alla figlia Oksana (ospite della parrocchia di Clusane d’Iseo con il piccolo Vlad, una parente e i suoi due figli), è stata al funerale: «Siamo arrivate nella nostra casa di Starokostyantyniv un’ora dopo la salma. L’indomani, nell’appartamento, è avvenuta la celebrazione. Poi siamo tornate a Brescia».



