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MONTICHIARI

Dalla penna di una scienziata la storia di Flo, il batterio «blu»


Bassa
1 ott 2017, 06:30

Presentazione. L’autrice all’evento Science in square, a Falmouth

C’era una volta un batterio speciale di nome Flo. Non era affatto pericoloso, però un giorno colorò una mozzarella di blu, senza sapere il perché. La sua storia la racconta Nadia Andrea Andreani in un libro illustrato: il ricavato sarà devoluto in beneficenza alla onlus «Un sorriso di speranza». La ricercatrice monteclarense ha scritto «The adventures of Flo, the special bacterium» durante il suo dottorato che l’ha portata per sei mesi in Cornovaglia. Il testo rientra in un progetto ben più ampio, iniziato nel 2015 e finanziato dall’Università di Exeter, che si pone l’ambizioso obiettivo di avvicinare i più piccoli al mondo della scienza, spesso considerato ostico. Disegni e parole. Una bella storia addolcita da tanti disegni non è forse il modo migliore? Da questa considerazione si è sviluppata una collana di cinque libri, ciascuno scritto da uno studioso e illustrato da un artista, su tematiche diverse, dalla biodiversità alla microbiologia. Ad accomunarli, un personaggio: la professoressa Penny, che spiega, a misura di bimbo, i concetti scientifici contenuti nel testo.

L’idea. «Per la mia tesi - spiega Nadia, l’unica autrice italiana della collana - mi stavo occupando del caso delle mozzarelle blu, scoppiato nel 2010 nel nostro Paese. Le ricerche condotte ad oggi hanno dimostrato che tale colorazione è dovuta alla presenza del batterio Pseudomonas fluorescens, un microrganismo non dannoso per la salute dell’uomo. Insomma, non tutti i batteri sono cattivi, come spesso si crede: ho deciso dunque di spiegarlo ai bambini».

La storia. Flo, il protagonista della storia di Nadia, è appunto un batterio Pseudomonas che decide di infilarsi in una tubatura dell’acqua finendo in un’azienda lattiero casearia. Incontra tanti amici ma anche un terribile nemico: un batterio cattivo. Coraggiosamente lo sconfigge. Poco dopo, però, la mozzarella che lo ospita da bianca diventa tutta blu. Sarà la Professoressa Penny a spiegare l’accaduto. «Al momento - racconta la ricercatrice ventottenne, che adesso si trova all’Università di Lincoln per il post dottorato - esiste solo l’edizione inglese del libro, ma spero di tradurlo presto in italiano. Ora - aggiunge Nadia - ciascun autore ha preso la propria strada e io ho deciso di devolvere ciò che ricaverò dalle vendite all’associazione "Un sorriso di speranza", che sostiene i bambini con fragilità». Ma un altro sogno è già dietro l’angolo: «A Lincoln sto ricevendo supporto e vorrei collaborare con le scuole del territorio per avvicinare gli alunni alla scienza, magari anche grazie alla storia di Flo. E far capire ai più piccoli che la scienza e la ricerca sono anche donna». Del resto la stessa professoressa Penny lo dimostra. Il libro si può acquistare inviando una mail direttamente all’autrice (nadiaandrea.andreani@gmail.com).

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