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ARCHEOLOGIA

Così la tecnologia riporta in vita la storia del Monastero di Leno

Gianantonio Frosio

Bassa
14 mag 2022, 18:05
Alla ricerca del «Monastero che non c’è» - © www.giornaledibrescia.it

Alla ricerca del «Monastero che non c’è» - © www.giornaledibrescia.it

Gli scavi archeologici necessitano di una pazienza certosina: centimetro dopo centimetro, portano alla luce quello che c’è, ma anche quello che non c’è più. È quanto accaduto a Villa Badia, dove negli ultimi venti anni si sono dati appuntamento centinaia di giovani archeologi, paleografi, storici dell’arte, storici del medioevo. Insomma: una fitta rete di enti locali, istituzioni regionali e nazionali, che hanno consentito di ricostruire il sito del Monastero di San Benedetto ad Leones.

Domani, domenica, alle 15 nel parco di Villa Badia, verranno illustrati i risultati di questa grande e lunga attività di ricerca, con una ricostruzione virtuale del monastero: con l’aiuto della tecnologia, è stata ricostituita l’imponenza degli edifici abbaziali, così da far rivivere, seppur virtualmente, la storia millenaria del grande monastero fondato nel 758 dall’ultimo re longobardo Desiderio.

Le indagini hanno preso il via nel 2001, utilizzando il metodo del ground penetrating radar. Da allora le campagne di scavo sono state sospese per la pandemia solo nel 2020 e 2021. Non si sono mai interrotte, al contrario, le attività di ricerca promosse da Fondazione Dominato Leonense in collaborazione con i funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brescia e Bergamo, con gli archeologi di varie università italiane coordinati dagli specialisti dell’Università di Verona, con i paleografi dell’Università di Pavia, gli storici del medioevo della Cattolica, gli archeometallurgisti di Ingegneria di Brescia.

Il lungo percorso di ricerca è stato possibile grazie a Regione, Comune di Leno e Cassa Padana: alla banca lenese va infatti riconosciuto il merito di aver prima acquisito e poi lavorato alla valorizzazione di Villa Badia e del suo parco.

Domani, domenica, alle 15 sarà inaugurato il percorso virtuale: sarà quindi possibile compiere una visita alla scoperta del «monastero che non c’è». L’assistenza ai visitatori è garantita dagli studenti dell’Istituto Capirola. La vita quotidiana delle famiglie che abitavano nei villaggi sorti intorno all’abbazia rivivrà nella mostra allestita dal gruppo In illo tempore. C’è pure un punto ristoro, a cura del Gruppo alpini di Leno.

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