Bassa

Bisinella sui fondi sottratti alla onlus: «Chiedo scusa, ripago tutto»

Parla l'ex presidente della Fondazione Provinciale Bresciana per l’Assistenza Minorile onlus
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Bisinella: "Sto male, mi sto curando"
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Adesso non si nasconde più. «Ero finito dentro un vortice e quando mi hanno messo davanti agli occhi quanto avevo fatto mi si è aperto un mondo e ho capito che dovevo farmi aiutare». Pietro Bisinella mette in pausa l’impegno politico come consigliere comunale di Leno e, travolto dalla bufera sui prelievi di denaro effettuati senza autorizzazione dai conti della Fondazione Provinciale Bresciana per l’Assistenza Minorile onlus di cui era presidente fino all’estate scorsa, decide di raccontare tutto. «Per prima cosa voglio chiedere scusa. E ci metto la faccia».

Dai bilanci della fondazione mancano circa 150mila euro e lei si è già preso le responsabilità per gli ammanchi. Cosa è successo?

«Il conto complessivo non è ancora stato fatto, ma credo che la cifra potrebbe essere inferiore ai 150mila citati. Però pagherò tutto quello che ci sarà da pagare.

Ho vissuto un buco nero di sei mesi e sono andato in tilt. Ho perso completamente l’equilibrio. Mi prendo tutte le responsabilità e non ho mai provato a giustificarmi. Mi sono impegnato davanti ad un notaio a ridare il denaro mettendo una fidejussione su due case di mia proprietà. Restituirò tutti soldi e alla Fondazione non mancherà nemmeno un centesimo a costo di vivere il resto della mia vita a pane e acqua».

Come ha utilizzato quei soldi?

«Diciamo che li ho fatti girare. E non so neanche io dove sono esattamente sempre finiti. Sono caduto in debolezze e sono stato vittima delle mie fragilità. Soffro di depressione da tempo e il punto più basso è stato lo scorso mese di giugno. È stata dura, ma ora ho deciso di farmi curare».

Ha già iniziato un percorso?

«Mi sono rivolto ad un centro specializzato e sto aspettando di entrare in una clinica per ritrovare l’equilibrio e farmi carico dei miei problemi. Dopo aver aiutato tanto gli altri ora è il momento di pensare a me stesso. In quel periodo buio di sei mesi, iniziato la primavera scorsa e durato fino a settembre, è scattato un meccanismo di testa molto pericoloso. Non mi capacito di quanto ho commesso. Ci tengo a dire però che non ho mai pensato di fare politica per fare soldi. Sono stato sindaco dieci anni e non ho mai toccato denaro pubblico»

Non si è mai sentito in colpa quando sottraeva i soldi dai conti della onlus?

«Non ero in grado di sentirmi in colpa perché non mi rendevo conto di quello che stavo facendo. Oggi certo, mi sento in colpa. E chiedo scusa. Mi vergogno e so di essere responsabile, l’ho ammesso fin dal primo momento e anche il Consiglio d’amministrazione della onlus, che ringrazio, ha compreso quello che ho vissuto. Ha capito che la mia azione era figlia del disagio che stavo vivendo. Come diceva Cesare Pavese: "Non fate troppi pettegolezzi. Perdono tutti e a tutti chiedo perdono"».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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