La superficie da passare in rassegna è talmente vasta, che per l’attività di scavo una sola giornata non è bastata: si proseguirà oggi, ma ne serviranno anche altre. E non è solo un problema di estensione: per rintracciare il materiale contaminato stipato sottoterra a Verolanuova, i tecnici hanno dovuto chiedere il supporto dei Vigili del fuoco, perché il team ha dovuto usare una ruspa ed erodere il terreno per parecchi metri, fino in profondità, prima di raggiungere un punto non rovinato dalle scorie.
Attorno alle 12 di ieri, via Galileo Galilei è diventata l’epicentro di un’attività investigativa che ha visto sul campo i professionisti dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) del dipartimento di Brescia, gli uomini della Guardia di Finanza e i Vigili del fuoco. Al centro, una maxi discarica abusiva che nasconde fanghi di lavorazione industriale zeppi di amianto. Ma quella sulla quale sono al lavoro i tecnici è solo la prima area finita sotto lo scanner: ce ne sono altre, tutte diffuse sul territorio di Verolanuova e in gran parte realizzate in spazi di proprietà privata.




