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IL CASO

Al cimitero di Carpenedolo «salme esumate senza coinvolgere le famiglie»

Marco Zanetti

Bassa
7 dic 2022, 09:57
È polemica sulle salme esumate a Carpenedolo - © www.giornaledibrescia.it

È polemica sulle salme esumate a Carpenedolo - © www.giornaledibrescia.it

Da qualche giorno a Carpenedolo sembra essere scoppiato un caso che riguarda il cimitero. Ma qualcosa non torna. Se da un lato infatti - in paese, sui social e alla redazione del nostro quotidiano - si moltiplicano le voci di chi sostiene di aver «perso per la seconda volta» un proprio caro durante le procedure di esumazione ed estumulazione, in Municipio la questione è circoscritta a un paio di situazioni.

L’avviso

È corretto allora far ordine, cominciando dalla comunicazione affissa all’ingresso del camposanto da ottobre 2021 ad aprile 2022 quindi riproposta a settembre 2022 e recante i nomi dei 500 defunti le cui concessioni dei loculi erano in scadenza dal 2014 al 2021. Così, con l’ordinanza emanata il 31 ottobre scorso (e caricata sull’albo pretorio) si comunicava la chiusura del cimitero dal 7 novembre per ottemperare, appunto, all’operazione. E sin qui nulla di strano.

L’avviso affisso dal Comune - © www.giornaledibrescia.it

Qualche familiare, però, aveva fatto esplicita richiesta di assistere all’operazione, senza poi esserne informato e si è trovato solo successivamente il loculo vuoto e quel che resta della salma del parente nella fossa comune: «Avevamo lasciato i dati all’Ufficio comunale, ma niente: nessuno ci ha contattato e alle nostre lamentele adesso si rimbalzano la palla della responsabilità - osserva una signora che ha vissuto in prima persona lo spiacevole episodio -. Ci vuole rispetto: i miei nonni sono stati abbandonati insieme a tanti altri uomini e donne. Non ho avuto la possibilità di poterli magari cremare, qualora le condizioni dello stato di conservazione dei loro corpi lo avessero consentito. Ora che non si può tornare indietro, almeno il Comune metta una lapide “comulativa” per permetterci di portare dei fiori».

«Mio padre se n’è andato quando avevo 5 anni: ero felice al pensiero di "rivederlo", pur in un contesto diverso dalla vita - racconta poi un carpenedolese -. Avevo appuntamento sul posto alle 15, ma ho saputo che alle 13 gli addetti erano già al lavoro e i cancelli erano chiusi. Solo dopo una lunga insistenza sono riuscito ad accedere e quel che ho visto mi ha spezzato il cuore: due ossa “buttate” in mezzo ad altre. Mi auguro che nessuno provi un’amarezza simile».

La replica

Queste alcune testimonianze raccolte di un «malcontento popolare» di cui la minoranza si fa portavoce: i membri di «Carpenedolo migliore» hanno sottoposto un’interrogazione al sindaco per avere delucidazioni. Chiamato in causa da più parti, il sindaco analizza la situazione: «Al momento ho sul tavolo due segnalazioni a me direttamente pervenute dagli interessati, a cui darò riscontro nelle opportune sedi - afferma Stefano Tramonti -. È impensabile che si possano gestire questioni di questo tipo tramite i giornali e le “piazza virtuali”: se altri ritengono di aver subito un torto, li invito a prendere contatti o con me o con l’assessore ai servizi cimiteriali, in modo da appurare quanto accaduto».

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