Limitare il consumo di suolo, premiando il recupero e il riciclo di inerti da usare nell’edilizia e nelle opere pubbliche. Favorire il ricorso a fonti alternative e l’uso efficiente delle materie prime di cava. Semplificare le norme attuali, evitando la doppia approvazione dei Piani delle attività estrattive da parte di Province e Regione. Affidare ai Comuni la gestione e il controllo delle opere per il ripristino ambientale dei siti una volta chiusi. Permettere l’installazione di impianti fotovoltaici nelle cave dismesse. Penalizzare chi sceglie di coltivare sabbia e ghiaia nelle aree regionali protette.
Sono alcuni degli obiettivi e dei contenuti della nuova legge approvata ieri dal Consiglio regionale sulla «Disciplina della coltivazione sostenibile di sostanze minerali di cava e per la promozione del risparmio di materia prima e dell’utilizzo di materiali riciclati». Una definizione lunga per dare il senso e il segno della norma, improntata ai concetti di sviluppo sostenibile ed economia circolare. La legge precedente era del 1998.


