L’«oro blu» di Brescia: con l’idroelettrico l’energia per illuminare 60mila grandi stadi

Dalla provincia arriva il 5% della produzione italiana, capace di accendere la luce per 6,6 milioni di famiglie. Dati in calo nel 2022 per via della penuria di precipitazioni
La diga di Valvestino - Foto Neg © www.giornaledibrescia.it
La diga di Valvestino - Foto Neg © www.giornaledibrescia.it
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Spesso viene chiamata «oro blu» e per il Bresciano tale dicitura dell’acqua è decisamente carica di significato. La nostra provincia risulta infatti essere quinta in Italia per energia prodotta tramite idroelettrico, fonte rinnovabile, pulita e controllabile: se infatti il fotovoltaico dipende direttamente dalla quantità di irraggiamento solare e l’eolico da quanto vento soffia, l’idroelettrico permette di organizzare i flussi attraverso un sistema di chiuse, valvole e rubinetti, sfruttando così il movimento di grandi masse di acqua. Il tutto dovendo però fare i conti con la siccità.

Stando agli ultimi dati disponibili forniti da Terna e relativi al 2022 - anno tra l’altro caratterizzato da una forte penuria di precipitazioni e quindi da un calo generalizzato della produzione - il territorio bresciano ha prodotto energia netta (unità di misura da non confondere con la potenza installata) pari a 1.542,28 gigawattora (GWh), che corrisponde al 5% del totale nazionale (30.291 GWh) ed è pari a circa 60mila accensioni notturne di uno stadio grande come il Meazza di Milano a San Siro (25mila KWh a serata) o al fabbisogno di 6,6 milioni di famiglie di quattro persone per un mese (225 KWh). Questo dato pone perciò la nostra provincia al quinto posto nazionale, dietro ad altri territori dell’arco alpino: sul primo gradino Bolzano (4.198,95 GWh) davanti a Sondrio (3.411,59), Aosta (2.389,09), Trento (2.075,32) e Brescia.

Gigawattora

Scendendo nel dettaglio si nota come la produzione di energia idroelettrica in Lombardia sia stata pari al 22,2% del totale nazionale con 6.741,19 GWh (come detto Brescia vale il 5%), prima in Italia davanti al Trentino Alto Adige. Guida la classifica lombarda Sondrio, che contribuisce per circa il 50% alla somma regionale e per l’11,2% a quella italiana, davanti al nostro territorio che vale il 22,8% (dato in aumento) del totale regionale.

Molto staccato il terzo ambito in classifica cioè Varese che si ferma a 691,24 GWh. Chiudono la graduatoria Lecco (23,65 GWh) e Cremona (26,13 GWh). Ultimo appunto: nel 2022 nella nostra provincia la produzione netta di energia idroelettrica è calata di ben il 46,5% rispetto all’anno precedente (-36,2% in Italia), a conferma di quanto le precipitazioni siano fondamentali per lo sfruttamento di questa fonte.

Terna

Come accennato in precedenza però c’è un altro parametro utile per capire l’enorme valore che l’idroelettrico riveste per tutto quanto il territorio nazionale. Quando si parla di potenza installata si fa riferimento alle singole centrali idroelettriche, che nel nostro Paese sono 4.869 secondo i dati di Terna aggiornati al 4 febbraio 2024 (nel 2009 erano solo 2.249, nel 2022 invece 4.702). 

Queste vengono gestite da soggetti, chiamati concessionari, che le utilizzano e ne sfruttano le potenzialità: se ne contano 28 in tutta Italia stando al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il primato regionale per numero di impianti spetta al Piemonte con 1.092 infrastrutture, seguono il Trentino Alto Adige con 891 e la Lombardia con 749, prima però per potenza installata, pari a 5.694 MW e a circa il 25% del totale nazionale (21.729 MW). In fondo all’elenco troviamo invece le regioni del Sud cioè Puglia (10 impianti), Sardegna (18) e Basilicata (21).

Confronto

Come si diceva quindi l’idroelettrico è una delle principali fonti definite rinnovabili (comprendono anche eolico, solare, biomasse e geotermico). E nel nostro Paese queste hanno raggiunto il 43,8% del totale dell’energia prodotta nel corso del 2023, dato in crescita ma lontano da Germania e Spagna (oltre il 50%) ma sopra la Francia (27%, sebbene col nucleare e quindi una tecnologia a basse emissioni il dato sarebbe 93%). Analizzando le singole voci si scopre poi che l’idroelettrico è la prima fonte (33,9%), seguita da eolico e fotovoltaico che hanno pesato per il 20,7% e il 27,2%.

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