Il prefetto: «Sarebbe sbagliato non rivedere il depuratore del Garda»

Il progetto del depuratore del Garda, così com’è, non piace all’Europa. È in dirittura d’arrivo una direttiva che impone la riprogettazione degli impianti di depurazione perché siano autosufficienti dal punto di vista energetico, quindi dotati di impianti, magari fotovoltaici, in grado di provvedere al loro funzionamento.

«Anche se non è ancora in vigore – ci ha spiegato il prefetto Andrea Polichetti – la direttiva offre comunque un indirizzo da seguire. Sarebbe un errore realizzare un impianto non in linea con i desiderata dell’Unione e non adeguarsi ora che si è ancora in tempo. Di qui la scelta di Acque Bresciane di provvedere alle necessarie modifiche progettuali che poi provvederò a condividere con l’Università per tutte le verifiche del caso».
La previsione di impianti fotovoltaici a supporto di quello di depurazione determina un problema di non poco conto. Né Montichiari, né Gavardo hanno spazi per ospitarne. Sarà necessario buttare il progetto attuale e rifarlo da capo? «Stiamo ragionando – ci ha detto ancora il prefetto – sulla revisione di quello attuale, vedremo quanto profonda sarà. Le soluzioni individuate saranno oggetto di un esame approfondito e lo condivideremo con il territorio. Ma ciò che conta è che il progetto definitivo faccia sue le indicazioni della direttiva».
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