Di certo non si potrà chiamare Comunità montana come quelle che ormai caratterizzano le nostre valli, ma «Comunità Terra della Franciacorta», perché no? La proposta e insieme l’appello arriva dal circolo Legambiente di Provaglio d’Iseo che, per voce di Silvio Parzanini, avvia il dibattito sul futuro dell’associazione Terra della Franciacorta. La proposta è cristallina: fare un passo in più e trasformare l’organismo – nato sulla scia di un Accordo di collaborazione tra 22 Comuni del territorio – in un ente comprensoriale sovracomunale, esattamente come lo sono (appunto) le Comunità montane.
Gli obiettivi
Quali la ragione e l’opportunità di mettere in moto questa metamorfosi? Le ragioni, secondo il circolo Legambiente di casa al Viandante, sono almeno due: la possibilità di accedere a bandi e, dunque, a fondi da investire sul territorio e dare una sferzata all’attuazione del Piano territoriale regionale d’area, alias Ptra. «Negli anni passati - ricorda Parzanini - l’associazione ha destato molte perplessità per la sostanziale assenza di risultati tangibili: per questo a nostro parere serve compiere una riflessione di fondo e cioè se sia meglio che i Comuni abbiano un ruolo politico diretto così da ottenere sì maggior peso e autorevolezza, ma soprattutto maggiore capacità di attrarre investimenti. Questo oggi non è possibile, perché Terre della Franciacorta non è una realtà giuridica: i tempi sono maturi per rendere a tutti gli effetti il nostro territorio una Comunità, facendo rete e seguendo il modello delle Valli».




