Lo aveva sancito la Corte d’Appello di Milano, lo ha ribadito il Tar. Ora, però, a dirlo è anche la Corte di Giustizia dell’Unione europea: una scissione societaria non può essere un mezzo per sottrarsi alle conseguenze degli illeciti commessi da un’impresa, a spese dello Stato o di altri soggetti. Che tradotto significa: LivaNova, la multinazionale nella quale è confluita Sorin Spa (ex Snia) con tutti i suoi utili e profitti derivati anche dall’attività della Caffaro di via Nullo, dovrà sborsare oltre 453 milioni di euro di danni ambientali, 453.587.327,48 euro per la precisione, per l’inquinamento che ha avvelenato non solo Brescia, ma anche Torviscosa e Colleferro (bacino del Fiume Sacco). Non a caso tutte e tre le aree sono diventate Siti di interesse nazionale.
La sentenza Ue era attesa da anni ed era stata richiesta dopo che la società ha impugnato il provvedimento in Cassazione. A sua volta la Cassazione ha deciso di sottoporre la questione alla Corte e di sospendere il procedimento fino al verdetto.



