Al femminile

Streaming, uno scontro all’ultimo sangue in tv

L’on demand ha cambiato il modo di fruire dei prodotti televisivi e anche film e tv sono cambiati molto dagli anni passati
Augusta Amolini

Augusta Amolini

Commentatrice

Tramite pay tv e servizi on demand, tutto è subito disponibile
Tramite pay tv e servizi on demand, tutto è subito disponibile

Tutto e subito! È la fretta la caratteristica di questo secolo in cui tutti corrono verso «l’isola che non c’è», impazienti di assistere alla fine di quanto hanno visto iniziare. Il tempo ha inserito il turbo, chi è lento è destinato inesorabilmente a perdersi per strada.

Sembrano lontanissimi gli anni in cui la gente aspettava una settimana per vedere il seguito di uno sceneggiato televisivo. Nessuno si perdeva le puntate della Cittadella, dei Promessi sposi o del Conte di Montecristo, tratte dai romanzi di Archibald Cronin, di Manzoni e Alexandre Dumas.

Con la pay tv e la fruizione di contenuti on demand è cambiato tutto. Al termine del primo episodio si avvia direttamente il secondo, saltando l’intro e i titoli di coda. Quasi fosse un bene di prima necessità, nelle case sono entrate le piattaforme che offrono film e serie a pagamento, seguite da tutta la famiglia per l’innegabile vantaggio di poterlo fare nei momenti liberi. Anche i «giovanili» perdono volentieri le ore davanti al teleschermo, spesso stemperando le loro solitudini dentro le emozioni suscitate dagli attori.

Sono davvero in parecchi ad aver guardato «Squid Game», il k-drama (altresì detta «serie sudcoreana») di cui hanno parlato anche i principali media mainstream oltre ai magazine di settore. Per intenderci, si tratta di una fiction prodotta in Corea ed è la prima serie in assoluto dei più visti nella classifica di Netflix.

Anche io, prevenuta e con un notevole scetticismo, l’ho seguita pur essendo stata caldamente sconsigliata a farlo per via dei contenuti violenti. La storia inizialmente appare come un gioco infantile, salvo poi scoprire che uno solo dei 456 partecipanti sarà il vincitore di una competizione mortale, organizzata per il piacere deformato di un circolo di ricchi annoiati in cerca di sensazioni forti.

I concorrenti, accomunati da un disperato bisogno di soldi, sono disposti a tutto pur di accaparrarsi il denaro in palio, ma è la cupidigia che si rivela a suscitare negli spettatori un profondo senso di inquietudine. La richiesta di rientrare nel gioco del vincitore apre la seconda edizione di questa serie televisiva e mostra la logica del tutto verosimile di come il bisogno sommato all’avidità siano l’humus in cui una parte di umanità si degrada.

«Tu accetteresti una sfida all’ultimo sangue per denaro?». Per un istante il pensiero ipotetico di ricchezza ci può sfiorare. La concretezza dice che il desiderio di vincere è la ragione per cui tanti ci provano, sprofondando ogni giorno di più.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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