Una città sotto sequestro la Venezia di queste giornate. In parte, si tratterà pure di un’esagerazione, utile tra le altre cose ad alimentare un certo tipo di attenzione mediatica, ma per altri versi c’è – decisamente – del vero in questa affermazione. Di sicuro, la calata dei vip sulla città lagunare in occasione del matrimonio di Jeff Bezos con Lauren Sanchez restituisce la percezione di come la smisurata accumulazione di ricchezza di pochissimi happy few abbia ricadute generali sulla società non riguardanti esclusivamente i rapporti di forza economici. È sempre stato così, certamente, ma nella nostra condizione postmoderna le implicazioni vanno perfino al di là delle dure leggi dell’economia politica.
E ne è una conferma la non paradossale convergenza in questo weekend, proprio a Venezia, dell’overtourism di massa (un considerevole problema, che si proietta su tutta la Penisola) e dell’enclosure e requisizione di alcune sue zone a beneficio dei 250 invitati dell’evento e dei party nuziali di «Mr. Amazon». Una rappresentanza esemplare di quell’iperesigua fetta di umanità «dell’1%» (a sua volta suddivisa in cerchi via via più ristretti di possessori di patrimoni magniloquenti, sino ad arrivare alla quota dello 0,1%) che detiene la maggior parte della ricchezza mondiale, e il cui patrimonio nell’ultimo decennio si è ulteriormente incrementato di 33.900 miliardi di dollari (dati Oxfam).




