Al femminile

Pulire il mondo, anche senza like

In città «Ghost Pitùr» copre le scritte sui muri del centro, definendo il suo gesto un «atto di amore urbano»
Il messaggio lasciato da Ghost Pitùr - © www.giornaledibrescia.it
Il messaggio lasciato da Ghost Pitùr - © www.giornaledibrescia.it
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Nella notte, la facciata appena rifatta di un palazzo è diventata la lavagna di un anonimo graffittaro. La gente passa in fretta; qualcuno alza gli occhi su quei geroglifici colorati e scuote la testa davanti all’ennesimo scempio urbano. Non ci si abitua ai muri sfregiati dalle bombolette: si sommano ai vetri infranti, ai pulsanti degli ascensori bruciati con l’accendino o, peggio ancora, all’occupazione abusiva dell’appartamento di un’anziana vicina.

Ci siamo quasi rassegnati al degrado che affligge le città, assuefatti alle fioriere utilizzate come cestini della spazzatura. Non osiamo dire nulla a chi getta tutto a terra, a chi viaggia con i piedi sul sedile o abbandona il sacchetto della merenda in metropolitana.

Eppure, proprio quando la malacreanza sembra avere vinto la partita, qualcuno sceglie di non adeguarsi e prova a cambiare le cose. Forse stimolato dagli esempi che rimbalzano sui social, il senso civico sopito sembra essersi risvegliato. Accade così, in varie zone del mondo, che gruppi di cittadini si armino di ramazze e pennelli.

A Napoli l’associazione «Miniera» ha cominciato con una mano di pittura attorno a un’edicola votiva e oggi continua ripulendo i vicoli e le antiche scalinate, nel tentativo di restituire dignità e decoro ai Quartieri Spagnoli. A Brescia, «Ghost Pitùr» copre le scritte sui muri del centro, definendo il suo gesto un «atto di amore urbano».

Nella Capitale, invece, è Valerio Tuveri, armato di idropulitrice, a riportare agli antichi splendori i monumenti e le murature in travertino che rivestono le rive del Tevere. Questa tendenza, altamente instagrammabile, è forse partita da Nathans Lawns, un giardiniere australiano diventato celebre grazie ai suoi video, realizzati mentre libera le abitazioni da una vegetazione lussureggiante che sembra inghiottirle.

Un classico «prima e dopo» che mostra anche case ridotte a immondezzai restituite al decoro, capace di attirare migliaia di follower. Video in accelerazione, quasi come quelli dei fratelli Lumière, perché il tempo per osservare il cambiamento oggi corre veloce.

Nella stessa logica di un possibile ritorno a un ambiente più pulito e sano, dai Paesi asiatici arrivano immagini di rogge e fiumi liberati da enormi quantità di plastica; ma sembrano, perlopiù, illusioni di riqualificazioni create dall’intelligenza artificiale. Saranno i clean influencer gli eroi del nostro secolo? La responsabilità collettiva non può certo essere delegata a pochi volenterosi. «Chi pulisce davanti a casa sua, pulisce il mondo», anche senza like.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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