Tutto sommato, il genere umano continua a piacermi. Nonostante le storture e le contraddizioni, il mondo è un posto pieno di idee che lasciano ancora margini di fiducia. Dovremmo apprezzare di più la capacità della gente di risolvere situazioni complesse quando si avvale di strumenti elementari. Prendiamo ad esempio la soluzione cinese al matrimonio. Sì, perché in Cina un figlio di venticinque anni, ancora scapolo, rappresenta un problema per la famiglia. Non parliamo poi delle donne che, già verso i ventisette anni, sono considerate «avanzate».
Quindi i genitori, ansiosi di aggiornare il proprio albero genealogico, si radunano nei parchi pubblici e allestiscono i mercati del matrimonio. Attaccano i curriculum dei figli su cartelloni, banchettini pieghevoli e ombrelli. Figli unici a causa della pianificazione familiare che, fino al 2015, ha consentito alle coppie di avere un solo bambino. Una politica di controllo durata 36 anni, che ha prodotto scelte innaturali e dolorose, oggi visibili anche nello squilibrio numerico tra maschi e femmine. Tornando al matrimonio, va detto che in Cina è soggetto a tradizioni sociali alle quali è difficile sottrarsi.
Tuttavia, la pressione del lavoro non agevola gli incontri; anzi, è proprio una delle cause determinanti della crisi delle relazioni. Per questo intervengono i genitori, muniti di foglietti azzurri per i maschi, sui quali sono indicate le caratteristiche per renderli più appetibili. Una descrizione dettagliata, come si fa con un oggetto che si vuole vendere, in cui compaiono età, altezza, istruzione, occupazione e stipendio, proprietà immobiliari e perfino il tipo di automobile posseduta. Insomma, una specie di Tinder dal vivo, dove la fotografia viene mostrata solo a chi è davvero interessato «all’articolo». Va da sé che, per le femmine, si faccia ricorso a fogli rosa. La distinzione è importante per non perdere tempo quando si avvia una trattativa. Perché, infine, di un vero negoziato si tratta. E, data la quantità di giovani da accasare, anche un hobby particolare o la pratica di uno sport possono fare la differenza.
Agli occhi di un occidentale, questa prassi non sembra attribuire ai sentimenti una parte granché significativa. La scelta dei genitori assomiglia a una riffa. Ma forse è una scommessa col destino, nel tentativo di sottrarre i figli a una società disumanizzante, nella quale trovare un’anima gemella è sempre più complicato, soprattutto se, intorno, ce ne sono miliardi.




