Al femminile

Il mondo a parte della palestra

Persone diverse affollano le moderne «sale di fatica»: personalmente sono affascinata dalle «sportivissime»
Una palestra - Foto Unsplash
Una palestra - Foto Unsplash
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Si può fare ginnastica anche seduti su una sedia, ma andare in palestra con il borsone è tutt’altra cosa. La sala degli attrezzi, pur permeata dal tipico tanfo umido, ha un altro gusto. Le persone scaricano le tensioni e comunicano attraverso i gesti e il loro abbigliamento.

All’inizio i maschi arrivano nelle moderne «sale di fatica» con l’asciugamano sulla spalla e la bottiglietta d’acqua naturale, indossando pantaloncini, magliette e semplici felpe. Mano a mano che i loro muscoli si gonfiano le T-shirt diventano smanicate e comincia l’esibizione dei bicipiti e dell’agognata tartaruga addominale.

Dopo un lungo periodo di allenamento i giovani mutano il loro outfit e diventano taciturni. Sono i pesi che alzano a parlare per loro, ogni disco aggiunto al bilanciere stimola la loro voglia di coprirsi. Succede di vederne alcuni fare gli esercizi con la felpa e il cappuccio in testa fermato da grosse cuffie per ascoltare la musica. Si concentrano su ogni singola fascia muscolare con diligenza, senza necessariamente pensare che una migliore forma fisica possa renderli uomini «che non devono chiedere mai».

Gli sportivi più teneri però sono i boomer che portano ancora sulla fronte la fascetta tergisudore della Nike che si usava negli anni 80’. Quando li vedi camminare sul tapis roulant, per ridurre il rischio di infarto o per mantenersi in forma, non puoi che ammirarli.

Anche le donne sono assidue frequentatrici delle palestre. Ci sono le «normali», a volte un po’ in sovrappeso, che scelgono la tuta in base al ciclo. Nella settimana in cui si sentono gonfie come dei palloni indossano pantaloni larghi, mentre nelle successive ne usano di più aderenti e se si specchiano nelle vetrate si piacciono abbastanza.

C’è il gruppo delle «perfette», strizzate in reggiseni sportivi e pantacollant attillatissimi dai colori fucsia o magenta con la cucitura che ricorda un perizoma e mette in evidenza le basse rotondità. Le signore chic le riconosci perché seguono i corsi di pilates o di yoga la mattina. Preferiscono sudare poco, tengono le perle al collo e l’orologio d’oro al polso e hanno i capelli sempre freschi di parrucchiere.

Personalmente sono affascinata dalle «sportivissime» che indossano pantaloni comodi e magliette tecniche, sotto le quali si intuisce un corpo scolpito dall’attività fisica. Sono le cosiddette «pro», donne qualsiasi con un alto livello di preparazione sportiva, quasi delle professioniste che si fanno notare senza mai mettersi in mostra.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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