Al femminile

Brillare per l’assenza

Augusta Amolini
L’invito alla riservatezza di Kahlil Gibran viene ascoltato da qualcuno ancora oggi. Smettere di pubblicare stories e video riduce sensibilmente lo stress
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«Vivi felicemente e non dirlo a nessuno, la gente rovina le cose meravigliose». Così Kahlil Gibran invitava alla riservatezza molto prima che la protezione della privacy diventasse una nuova tendenza, quasi una dichiarazione di intenti.

A quello stesso riserbo si sono ispirate due amiche bresciane che, di recente, hanno festeggiato il loro compleanno con oltre cento invitati. Locale affittato e un ricco buffet, deejay e musica anni ’80. Fin qui, nulla di straordinario, se non fosse che da quella sala non è uscito nulla: nessun video, nessuna fotografia, nemmeno un selfie rubato. Insomma, una festa esclusiva, volutamente invisibile, silenziata con la sordina della discrezione. Hanno condiviso una torta panna e fragole e un’intesa femminile straordinaria affilata come una promessa. Con le palette per il dolce brandite come spade, hanno tagliato la stessa fetta dai lati opposti, cantando «Unstoppable». «Indosso la mia armatura, ti mostro quanto sono forte. Oggi nessuno può fermarmi, sono inarrestabile». Un inno alle battaglie quotidiane, vinte e perdute, che ha ammutolito le amiche (BCC9 commosse da quella performance inaspettata.

Anche quell’immagine potente di sorellanza è rimasta custodita tra quelle pareti, nel rispetto di una precisa scelta di ritrosia. Del resto, l’esposizione della propria casa, dei familiari, della vita privata sui social non suscita più le emozioni di un tempo. L’interesse è stato sostituito dall’apatia, così sempre più persone decidono di scomparire per un po’, affidandosi al detox digitale: una dieta purificante, quasi miracolosa, i cui benefici si avvertono non appena ci si disconnette.

Smettere di pubblicare stories e video, come fossero grassi o carboidrati, riduce sensibilmente lo stress. L’astinenza restituisce tempo prezioso a sé stessi e alle relazioni umane spesso sostitute dall’AI. La dieta dell’attenzione è senza controindicazioni: possono praticarla giovani e anziani. E non è necessario aspettare il lunedì per iniziare. I risultati sono più evidenti di quelli promessi dalle punturine: il miglioramento interessa gli organi delicati che regolano le connessioni autentiche. A volte basta ridurre la presenza online per arginare anche la noia. Ormai perfino i contenuti piccanti lasciano il tempo che trovano. E chi risponde tardi ai messaggi? Forse non è distratto, probabilmente ha iniziato la sua depurazione mentale e sta riscoprendo il silenzio e le meraviglie della realtà. In fondo, oggi le persone impegnate e vincenti sono quelle che brillano per la loro assenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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